L’alfabeto del voto/2

H come Hamas - “E’ giusto parlare con Hamas”, dice D’Alema. “Distruggeremo Israele dalla faccia della terra. Sionisti porci e musi di scimmia”, la cartolina firmata dagli integralisti. Ma Sergione Romano difende “baffino”: “Sottobanco si tratta con tutti”.
I come Inciucio - La ricetta di “Newsweek”: ci vuole il Veltrusconi. Walter dice che al massimo si può trovare un accordo sulle riforme. Berlusconi chiude la porta: piuttosto cercherà l’alleanza col figliol prodigo Casini.
L come Lista - Intesa come quella dei futuri ministri. Silvio ripresenta la vecchia squadra. Frattini sogna la Farnesina. Formigoni pure, ma l’aver fatto affari con Saddam non lo aiuta. Walter è a caccia di nomi pesanti: su tutti Mario Monti all’Economia. Ma il vero sogno veltroniano - quello con cui si vincono le elezioni - è Luca Cordero di Montezemolo.
M come Monnezza - Veltroni chiede a Bassolino di dimettersi. Lui non molla la poltrona. D’Alema catapultato in Campania per salvare la faccia del Pd: dalla pace in Medio Oriente alle mozzarelle di bufala. Funambolo Massimo.
M (bis) come Marianna Madia - La baby veltroniana esordisce alla grande: “Metterò al servizio del Pd tutta la mia inesperienza”. Gelo, e tutte le dichiarazioni successiva arrivano da una grotta alla Bin Laden. Fino all’apprezzamento per la lista Aborto no grazie. Ferrara: “Quando saremo in Parlamento porteremo avanti assieme le stesse battaglie”. Risate ovunque, tranne che al Loft.
N come Neri per caso - Dopo la latitanza (non nel senso di assenza) torna in pista Roberto Fiore. E’ il candidato premier di Forza Nuova: “La shoa? Roba da storici. Pronti ad appoggiare Berlusconi, come alle Regionali ‘05″. Il giornalista del Corriere ci prova: “Ma voi nei vostri Campi vendete spille di Hitler e del Duce”. La risposta: “Comuni interi fanno profitti sui gadget. Non è questo il punto”.
O come Operaio - Un Cipputi in lista non si nega a nessuno. Meglio se della Thyssen. Veltroni imbarca Boccuzzi. Diliberto non si candida per far posto a Ciro Argentino. Della serie “in groppa alla tragedia”.
P come Prodi - Il Professore “poeta morente” viene tenuto segregato nel bunker di Palazzo Chigi per due mesi. Poi, a una manciata di giorni dal voto, Walter si impietosisce: “Il 9 aprile io e Romano parleremo insieme al comizio di Bologna”.
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