Welcome back Ceppaloni

mastella01Alla fine anche il ministro Clemente è indagato. Anche lui a Catanzaro, come Prodi. La notiza la pubblica Libero. Titolo a tutta pagina e commento di Paragone che ci sguazza allegramento perchè un simile provvedimento avrà “ripercussioni pesanti nella vita dell’esecutivo”. La conferma arriva da fonti ufficiose della procura. Anche perchè quelle ufficiali si trincerano dietro un secco “no comment”. E non potrebbe essere altrimento visto che le iscrizioni nei registri degli indagati sono coperte da segreto. L’inchiesta si chiama “Why not?”. A condurre le danze è il pm De Magistris. C’è di che divertirsi.

Mastella è indagato per finanziamento illecito dei partiti, truffa all’Unione europea in concorso con un generale della Finanza e due imprenditori e Abuso di ufficio. Niente male per un ministro della Giustizia. Dimissioni? Neanche parlarne. Siamo garantisti. Ma la vicenda è imperdibile. Il sostituto procuratore Luigi De Magistris indaga su un comitato d’affari accusato di drenare fondi europei. L’indagine il 18 giugno scorso era sfociata nell’emissione di 24 avvisi di garanzia ad esponenti politici del centrosinistra e del centrodestra, al capo di stato maggiore della Guardia di Finanza, e ad alcuni imprenditori. Al centro dell’inchiesta sono gli intrecci fra un presunto comitato d’affari che gestiva fondi europei ed una loggia massonica con sede a San Marino. Ma adesso sotto inchiesta (o meglio: indagine ministeriale e seguente procedimeno davanti al Csm) c’è finito anche lui: il pm oggi più discusso d’Italia. Mezza Calabria è scesa in piazza per difenderlo. “Adesso trasferiteci tutti”, il tam-tam del web ha solidarizzato con De Magistris e accusato Mastella di volere il suo trasferimento perchè un pm così, in una procura così, in una città così, capoluogo di una regione così… proprio no. 

De Magistris dice che questa dei fondi pubblici europei, nazionali e regionali è la strada per capire «la nuova Tangentopoli» e magari tentare di bloccarla. Parla di un «un sistema ben congegnato per depredare una fetta considerevole di fondi pubblici europei, nazionali e regionali, che rischia di mettere in crisi lo Stato di diritto». E’ la nuova corruzione pubblica, bellezza. Niente più valigette piene di banconote consegnate furtivamente, niente più conti correnti svizzeri stile garofano. Sì perchè oggi i soldi pubblici in Calabria diventano tangente «attraverso un sistema pilotato di erogazioni pubbliche, che non coinvolge soltanto i “mariuoli”, ma è il latrocinio che si fa sistema e alligna trasversalmente nella politica, nell’economia, nelle istituzioni, nella magistratura». Il pm va giù duro. Mica male per uno che da tre anni passa metà del suo tempo a difendersi di fronte a indagini ministeriali e simili.

E Prodi? Il premier è indagato per abuso di ufficio in concorso con altre persone. Secondo l’accusa avrebbe avuto un ruolo nel «pilotaggio » di fondi comunitari europei destinati all’Italia nel periodo 2004-2007. Ed è indagato anche perché, da questa data in poi, come capo del governo italiano, avrebbe mantenuto stretti contatti telefonici, anche personalmente e non solo attraverso i suoi più stretti collaboratori, con gli altri eminenti personaggi coinvolti nella vicenda di soldi pubblici, affari privati e comitati d’affari di tipo massonico.

Intanto l’inchiesta per ora va avanti. “Why Not” è il nome di una società di lavoro internale la cui attività rappresenta uno dei filoni principali dell’indagine. Tra gli indagati ci sono Pietro Scarpellini (consulente della Presidenza del Consiglio), Luigi Bisignani (consulente della Ilte spa) e il senatore Giancarlo Pittelli (Forza Italia). Ma il grande burattinaio della vicenda è l’imprenditore Antonio Saladino, che pare amasse chiaccerare al telefono con l’allora presidente della Commissione Europea Prodi e con Mastella. Altri indagati nell’ inchiesta sono il generale Paolo Poletti, generale della Guardia di Finanza, l’assessore al turismo e Vicepresidente della Regione Calabria Nicola Adamo (Ds), l’assessore regionale all’agricoltura e forestazione, Mario Pirillo (ex Margherita adesso esponente del Partito Democratico Meridionale) e un consigliere regionale dei Ds, Antonio Acri. L’accusa è di aver incassato finanziamenti dell’Unione europea in modo illegale: insomma, truffe euromilionarie ai danni di Bruxelles e soldi che finivano nelle tasche di questo variopinto comitato d’affari.

Una cosa è certa: con la fuga di notizie De Magistris non c’entra. Mastella lo accusa anche di questo ma è una fesseria. Coma spesso accade qui c’è qualcuno che gioca sporco. Chi? E’ probabile che si tratti qualcuno all’interno della procura di Catanzaro. Magari gli stessi che hanno messo in giro la “polpetta avvelenata” del De Magistris Grande Fratello che avrebbe controllato le utenze telefoniche di mezza Italia. La notiza esce pochi giorni prima della seduta in cui il Csm avrebbe dovuto decidere del trasferimento. Strane coincidenze per uno strano Paese. E qualcuno quella bufala se la è anche bevuta: il solito Libero La Stampa. La realtà potrebbe essere questa: giudici della procura che cucinano polpette avvelenate e si rendono protagonisti di fughe di notizieper screditare De Magistris e le sue indagini. Perchè lo farebbero? Il “movente” presto detto: si chiama “Toghe lucane“. Un’altra inchiesta scomoda.

Sì perchè De Magistris sta attualmente indagando su un’altra inchiesta parallela a “Why not?“. Nel mirino del pm un “comitato d’affari” comprendente politici, magistrati, avvocati, imprenditori e funzionari avrebbe gestito grosse operazioni economiche in Basilicata. Ad essere coinvolti sono il sottosegretario allo Sviluppo economico, Filippo Bubbico (Ds), il procuratore generale di Potenza, Vincenzo Tufano, l’avvocato Giuseppe Labriola e la dirigente della squadra mobile di Potenza, Luisa Fasano. Le ipotesi di reato addotte da De Magistris sono diverse: dall’abuso d’ufficio alla corruzione in atti giudiziari, dall’associazione per delinquere alla truffa aggravata. Anche la logica negli schieramenti sarebbe trasversale: l’incucio è bipartisan, il collante sempre e solo gli affari.

Mastella ha chiesto al Consiglio Superiore della Magistratura il trasferimento cautelare d’urgenza di De Magistris, per presunte irregolarità nella gestione del caso “Toghe Lucane“. Il pm sarebbe colpevole di non aver controllato le fughe di notizie, di aver gestito il suo ufficio in maniera inadeguata e di aver rilasciato interviste inopportune. Mastella accusatore e Mastella accusato. De Magistris pure. Io scorgo un lieve lieve conflitto d’interessi.

3 Responses to Welcome back Ceppaloni

  1. silvio e ines ha detto:

    bravo gabri ti leggeremo spesso ciao

  2. […] L’inchiesta “Why not” è stata avocata a De Magistris. Cioè tolta, bruciata, scippata. Peccato perchè lui stesso aveva […]

  3. Elio ha detto:

    Ceppaloni in rete. La voce libera di Ceppaloni. Storia, tradizioni, foto, eventi e news aggiornate e continue su Ceppaloni e la Valle del Sabato.

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