Ma che c’azzecca il G8?

DiPietro

La proposta di legge per istituire una commissione di inchiesta sul G8 di Genova è stata bocciata in Commissione affari istituzionali alla Camera. Con l’opposizione hanno votato anche l’Italia dei Valori e l’Udeur. I nemici giurati Mastella e Di Pietro finalmente d’accordo: almeno questa è una novità.

Gli alleati della sinistra radicale sono furiosi: “L’indagine parlamentare sul G8 era prevista nel programma dell’Unione”. Mastella replica: “Non è vero, io non l’ho letta”. Citiamo testalmente dal programma dell’Unione: “[…] utilizzo delle forze di polizia per operazioni repressive del tutto ingiustificate; basti pensare ai fatti di Genova, per i quali ancora oggi non sono state chiarite le responsabilità politica e istituzionale (al di là degli aspetti giudiziari) e sui quali l’Unione propone, per la prossima legislatura, l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta“. Di Pietro invece la spiega così: “L’inchiesta non deve indagare soltanto sugli abusi della polizia ma anche sulle illegittimità commesse dai manifestanti. Per questo abbiamo detto no”.

Ma che cosa combina il duro e puro Di Pietro? La scorsa settimana il ministro fa scoppiare il caso Rai. Gli uomini dell’ex pm richiedono le dimissioni di Petruccioli nella commissione di Vigilanza e votano con la Cdl. Il giorno dopo gli italiani valorosi sgambettano la maggioranza sulla Finanziaria: al Senato l’Unione è sconfitta sette volte in un giorno. Poi l’Italia dei Valori non si presenta al vertice governo-maggioranza sulla manovra. E oggi l’ultimo schiaffo al governo sui fatti di Genova con una giustificazione perlomeno discutibile.

Tonino ha un partito a sua immagine e somiglianza. L’Italia dei Valori è Di Pietro. Non servono neanche congressi (è l’unico partito con Forza Italia a non farne). Gli altri sono politici di secondo piano. Chi non si adegua all’ex pm lascia (l’ultima è stata Franca Rame). Lui è circondato e consigliato da uno staff eterogeneo dove fanno capolino il webmaster di Beppe Grillo (Gianroberto Casaleggio), il capo di gabinetto di Tremonti (Vincenzo Fortunato) e vecchie volpi Dc della Prima Repubblica come Stefano Pedica, oggi capo della sua segreteria.

Lo sceriffo Di Pietro ha insomma una gran voglia di elezioni. I sondaggi pare che lo premino, unico leader della coalizione di governo. E lui non vuole logorarsi nell’attesa, anche perché l’onda dell’antipolitica potrebbe passare. Di Pietro si muove senza impacci e flirta in ogni direzione. Intrattiene affettuosi rapporti con Beppe Grillo, concede e incassa aperture di credito da Gianfranco Fini e mena fendenti ad avversari e amici: in verità, più agli amici di governo che agli avversari.

Il vero problema è che Di Pietro sarebbe stato un perfetto uomo di legge e ordine a destra. “La mia pregiudiziale ha un nome e un cognome: si chiama Silvio Berlusconi”, conferma lui. Come dire: “Senza il Cavaliere starei dall’altra parte”. E invece l’ex pm, complice una destra allergica a regole e leggi, se ne sta a sinistra. E intanto picchia come un fabbro, dal caso Unipol alla vicenda Speciale: e qui le incudini erano rispettivamente le facce di D’Alema e Visco. Per dirla in linguaggio dipietrese: “Ma che c’azzecca Tonino con la sinistra?”

4 Responses to Ma che c’azzecca il G8?

  1. Beppe ha detto:

    Ma anche “Ma che c’azzecca la giustizia con Mastella, D’Alema, Caruso, i Socialisti, D’Elia (Rosa nel pugno)”?

  2. ilboccaccio ha detto:

    Complimenti per quello che scrivete!

    Per chi ama la letteratura: http://operaomnia.interfree.it/index.html

    Per chi ama la satira: http://www.ilvignettificio.it

  3. […] Di Pietro è crollato. In una melanconica lettera all’Unità, il ministro delle Infrastrutture ammette di avere sbagliato nella vicenda della Commissione d’inchiesta sul G8 di Genova. […]

  4. […] Di Pietro è crollato. In una melanconica lettera all’Unità, il ministro delle Infrastrutture ammette di avere sbagliato nella vicenda della Commissione d’inchiesta sul G8 di Genova. […]

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