Berlusconi chi???

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Detto fatto. Udc e Alleanza Nazionale in 24 ore hanno scaricato Berlusconi. Fini e Casini abbandonano il Cavaliere al suo destino. I fedeli alleati di Silvio non hanno neppure aspettato la fine dell’esame della Finanziaria. Ormai alla spallata non ci crede più nessuno. Prodi mercoledì porterà a casa la Manovra. Lo spettacolo cambierà radicalmente: si comincerà a parlare di riforme istituzionali (su tutte la legge elettorale). Gli attori in scena si chiameranno Veltroni, Prodi, Bertinotti, Fini, Casini e Bossi.

Nella Cdl è la resa dei conti. Fini è stato chiaro: “Una maggioranza è tale finchè ha il 50 per cento più uno dei voti. Questa maggioranza, seppur brutta, sgradevole e risicata, c’è. Io mi chiedo come si faccia a parlare di elezioni”. Dire che è un schiaffo a Berlusconi è un eufemismo. Poi leader di An si è detto disponibile a dialogare sulle riforme. Casini è sulla stessa linea. L’obiettivo è dare il ben servito a Berlusconi. E le aperture di An e Udc seguono di poche ore l’appello di Veltroni che mercoledì ha invitato la Cdl a trarrare sulle riforme.

Berlusconi è infuriato. Accusa gli alleati di averlo lasciato solo: “Fanno i forti con i deboli e i deboli con i forti. Alla fine, tornano sempre nel mio ovile”. E anche volendo, il Cavaliere ormai non potrebbe più tornare sui suoi passi. Per chiedere il ricorso immediato alle urne, ha messo in piedi una enorme macchina da guerra di cui ancora poco si è percepito, ma che nei prossimi giorni dispiegherà intera la sua potenza. Pagine di pubblicità a pagamento compariranno su tutti i quotidiani e settimanali. L’Italia sarà inondata di manifesti grande formato con il suo sorriso a 32 denti, e addirittura di spot televisivi (per legge solo sulle reti locali), come 13 anni fa, ai tempi della discesa in campo.

Il pretesto per l’offensiva mediatica glielo fornisce la tre giorni di manifestazioni antigovernative del 16, 17 e 18 novembre. In ogni angolo del Paese Forza Italia spera di veder spuntare come funghi tavolini e gazebo per raccogliere firme per reclamare “al voto subito”, con l’intento poi di rovesciarle sulla scrivania di Giorgio Napolitano e convincerlo a sciogliere le Camere quanto prima. Berlusconi ne vuole raccogliere 5 milioni (sotto i tre milioni sarebbero inutili, meno di due sarebbe una disfatta). Il problema è che ogni firmatario del proclama anti-Prodi verrà invitato a sfogare la propria indignazione versando al partito berlusconiano un euro. Ma come per la spallata, anche qui non ci crede più nessuno.

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