Per tutte le stagioni

silvio02.jpg

E’ il campione mondiale delle piroette. Il fuoriclasse delle metamorfosi. Il re dei colpi di teatro. Nei giorni di passione del centrodestra Berlusconi ha fatto sostanzialmente tre cose: fondato un nuovo partito, scaricato definitivamente gli alleati e archiviato il bipolarismo. Poi ha detto di aver raccolto 10 milioni di firme ai suoi gazebo. Ma questa è una bugia spudorata.

Forza Italia non esiste più. Tredici anni dopo muore il partito che non era mai stato un partito. Il nuovo soggetto politico si chiamerà Il Popolo della Libertà o Il Partito della libertà. Il sondaggio su quale dei due nomi adottare capeggia sul sito www.forzaitalia.it. Fini e Casini erano a un passo dalla leadership della Cdl. Nel giro di poche ore si sono ritrovati all’angolo. Senza avere la più pallida idea di come uscirne vivi. Follini ha fotografato chiaramente la situazione: “Volevano disarcionare Berlusconi, invece lui ha disarcionato loro”.

Lo schiaffo più duro l’ha preso Fini. Tra lui e Berlusconi i toni sono quelli della rissa. Il leader di An ha dato sfogo alla sua ira: “Le sue sono idee campate in aria. La favola della Cdl è finita, Silvio con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio improvvisamente”. Molto più del futuro nuovo partito annunciato dal Cavaliere, a far calare il gelo è stata la scelta dell’ex premier di schierarsi per una riforma elettorale ispirata al sistema tedesco. Berlusconi si è detto favorevole a un proporzionale con sbarramento al 6-8%. Lo stesso che vogliono il Pd, Rifondazione e Udc. Addio piccoli partiti. E addio Fini: Alleanza Nazionale non sarebbe più un partito determinante.

L’ultima novità è che Berlusconi ha anche aperto alle larghe intese. Il governissimo: Partito democratico più Partito della Libertà. Il Cavaliere è stato chiaro: “Se avremo la maggioranza per consentirci di governare, bene, altrimenti, per il paese, dovremo allearci con la più grande forza nel centrosinistra e fare come in Germania”. E ancora, con Veltroni “i canali sono aperti, il nostro referente da oggi sarà il Pd”. Il problema è che con il modello tedesco Berlusconi avrebbe due scelte: fare il governo con gli alleati di centrodestra; oppure andare alla Grande Coalizione. Mentre al Pd resterebbe solo la scelta delle larghe intese. Il Cavaliere governerebbe sempre e comunque: neppure Walter è così sprovveduto da illudersi che possa esistere un centrosinistra “autosufficiente”.

La campagna acquisti di Silvio è iniziata. Il nuvo partito per ora ha due iscritti: lui e la Brambilla. Il Cavaliere però è stato sfacciato: “Girerò l’Italia per incontrare i politici di An e Udc”. I primi risultati stanno già arrivando: Carlo Giovanardi e i suoi si preparano a fare le valigie dall’Udc e trasmigrare nel nuovo Partito (del popolo?) della libertà. Qualcosa si muove anche in An, sia pure sotto traccia. E pazienza se Berlusconi dovrà subire qualche perdita: ieri all’assemblea dei parlamentari di Forza Italia, Ferdinando Adornato non c’era. Fini è in preda al panico. L’ultima minaccia per scongiurare l’ammutinamento tra le file di An è stata durissima: “Berlusconi deve sapere che se vuole fare il premier deve fare i conti con me e poi io ho vent’anni di meno… Mica crede di essere eterno”. Meno male, pechè noi cominciavamo a pensare di sì.

2 Responses to Per tutte le stagioni

  1. Beppe ha detto:

    Michele Serra oggi. Cazzo se ha ragione.
    “Comunque la si pensi, è fuori di dubbio che “dieci milioni di firme raccolte ai gazebo” (un quinto della popolazione italiana, compresi i neonati, i vegliardi, i carcerati e gli ammalati) sono una enorme palla. Una frottola, una bugia, una menzogna, una panzana, una falsificazione, una truffa, un imbroglio, una frode, una bubbola. Lo sanno tutti, Berlusconi per primo, i suoi portavoce, i suoi direttori di giornale, i suoi yes-men televisivi. E lo sanno, ovviamente, i suoi avversari, e più in generale chiunque conservi il lume della logica.
    Ma lo dicono in pochissimi. Perché che Berlusconi sia bugiardo è considerato un fatto endemico della scena politica, un’eccentricità del suo carattere, una forzatura retorica serenamente metabolizzata. Come se dieci milioni fosse uguale a cinque o a due o a uno. Personalmente, temo molto l’assuefazione, che è l’ingrediente fondamentale del conformismo. E dunque mi piace ripetere, con quieta allegria: dieci milioni di firme ai gazebo sono solo una ridicola bugia. Bugiardo chi la ripete, sia esso politico o giornalista. Bugiardo, bugiardo, bugiardo. Dieci milioni di volte bugiardo”

  2. alebotta ha detto:

    andrebbe postato su tutti i blog d’italia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: