Teatrino elettorale

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Il governo Prodi vivacchia. Il traguardo del panettone si avvicina. E al centro della vita politica del Paese irrompe la riforma della legge elettorale. L’argomento è soporifero. L’aramaico dei politologi la fa da padrone: sistema tedesco, spagnolo, Porcellum, Veltronellum, proporzionale, maggioritario, soglie di sbarramento, premi di maggioranza. L’opinione pubblica osserva il nuovo teatrino tra disinteresse e smarrimento. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Perché tutti vogliono cambiare l’attuale legge elettorale?
Perché fa schifo. L’ideatore era stato il leghista Calderoni. Tre mesi dopo lui stesso l’aveva definita una “porcata”. Tutta la Cdl l’aveva votata. Il sistema è proporzionale con premio di maggioranza nazionale alla Camera e regionale al Senato. Nelle ultime elezioni politiche l’Unione ha vinto in 13 regioni e la Cdl in sette, ma assai più popolose e quindi con premi più consistenti. Ecco spiegato il pareggio a Palazzo Madama. Inoltre nel Porcellum le liste dei candidati sono bloccate, ossia non si può esprimere la preferenza. A stabilire chi va in Parlamento sono i partiti e non i cittadini.

E il referendum?
La consultazione dovrebbe tenersi tra il 15 aprile e il 15 giugno. Il referendum punta a far sì che il premio di maggioranza non venga assegnato alla coalizione ma al partito più votato. I piccoli partiti lo vogliono evitare perché prevede una soglia di sbarramento alta: chi non la raggiunge, non entra in Parlamento. Per lo stesso motivo il referendum piace ai grandi (Pd, Forza Italia, An). Come evitarlo? Solo in due modi. Il primo è cambiare la legge elettorale. Il secondo è fissare elezioni in primavera (cioè il governo Prodi dovrebbe cadere entro inizio marzo).

Che fanno Veltroni e Prodi?
Per Prodi aprire un tavolo di confronto sulle riforme significa allungare la vita del suo governo: il voto nel 2008 sarebbe improbabile. A Veltroni va bene tutto: un accordo con Berlusconi sul sistema proporzionale gli permetterebbe di liberarsi della sinistra radicale. Il referendum pure. Si chiama vocazione maggioritaria.

Che fa Berlusconi?
Berlusconi è in una situazione molto simile a Walter. La mossa del dialogo è uno schiaffo a Casini e Fini. Al primo il Cavaliere sottrae il monopolio del dialogo con Prodi e i centristi dell’Unione. A danno di Fini invece evoca una grande coalizione che renderebbe An marginale. Per gli ex-missini la stessa amara sorte toccherebbe con un sistema proporzionale.

Che cos’è il sistema tedesco?
E’ un proporzionale mascherato da maggioritario. Soglia di sbarramento al 5%. Nessun premio di maggioranza e dunque niente alleanze prestabilite: con questo sistema sarebbe possibile (per non dire probabile) una grande coalizione Pd-Pdl. Prodi, Fini, Parisi e i bipolaristi convinti non lo vogliono. Piace invece a Rifondazione perché obbligherebbe Verdi, Pdci e Sd a dare vita alla Cosa Rossa: un grande partito a sinistra del Pd. E piace pure all’Udc: in un sistema di alleanze mobili i centristi (magari una Cosa Bianca con Mastella, Pezzotta e Montezemolo) sarebbero l’ago della bilancia. Chi si allea con loro vince. Per Veltroni e Berlusconi il vantaggio del sistema tedesco sta nel fatto che che l’assenza del premio di maggioranza non li obbliga a fare coalizioni con gli alleati.

Che cos’è il Veltronellum?
E’ il sistema tedesco con un aggiunta da quello spagnolo: i microcollegi che consentirebbero ai partiti fortemente radicati su un territorio specifico di entrare in Parlamento anche se a livello nazionale non superano la soglia di sbarramento. E’ un sistema che accontenta parecchi: con queste “correzioni” anche Lega e Udeur sarebbero favorevoli.

L’accordo si farà?
No. A Veltroni e Berlusconi il referendum piace. Per loro sarebbe un grande vantaggio. In poco tempo scomparirebbero decine di partitini e si arriverebbe ad un sistema bipolare con due grandi partiti e basta. Per i rispettivi alleati sarebbe la morte politica. Quindi a loro non resta che fare finta di discutere finchè un bel giorno diranno che l’accordo è impossibile e il referendum inevitabile. Il grande teatrino del dialogo è iniziato.

3 Responses to Teatrino elettorale

  1. al ha detto:

    chiarezza è fatta…grazie per la sintesi

  2. […] grande giorno del vertice tra Berlusconi e Veltroni è arrivato. Si discute di legge elettorale (giuda per l’uso) e riforme. Walter le vuole fare entrambe. Il Cavaliere no: lui preferisce un accordo sul voto e […]

  3. […] Ma il leader dell’Udc, zitto zitto, sta lavorando alla sua nuova creatura: la Cosa Bianca. Il sistema proporzionale a cui pensano Veltroni e Berlusconi favorirebbe la rinascita della Democrazia cristiana: un partito […]

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