Quando Clementina ci faceva sognare

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Il Procuratore generale della Cassazione, Mario Delli Priscoli, ha promosso un’azione disciplinare nei confronti di Clementina Forleo. Nel mirino c’è l’ordinanza con cui il gip aveva richiesto al Parlamento di poter utilizzare, nell’ambito dell’inchiesta Antonveneta-Bnl, le intercettazioni telefoniche che coinvolgevano alcuni parlamentari: Massimo D’Alema, Piero Fassino, Nicola Latorre e tre furbetti di Forza Italia.

Clementina è accusata di aver “diffamato i politici coinvolti”. La Cassazione le contesta “l’abnormità del provvedimento”. Non per la richiesta in sé, legittima, quanto per i pesanti giudizi che introducevano alla lettura delle intercettazioni telefoniche e che ponevano evidentemente gli interlocutori parlamentari degli indagati, in una posizione processuale diversa, insomma come se fossero essi stessi indagati.

Una questione di forma, dunque. Che costa cara ala Forleo. Il gip osò definire il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, e il senatore Nicola Latorre, “consapevoli complici di un disegno criminoso” (evidentemente in combutta con il presidente dell’Unipol, Giovanni Consorte). Lasciando intuire, il gip, per i due esponenti Ds, il possibile concorso nel reato di aggiotaggio. Non solo: li aveva descritti, insieme a Fassino, come “pronti e disponibili a fornire i loro apporti istituzionali, in totale spregio dello Stato di diritto”.

Era solo l’estate scorsa. L’estate dei furbetti e delle scalate. L’estate del “facci sognare”. L’estate del “finalmente abbiamo una banca”. Nel bel mezzo della bufera D’Alema si augurò una censura all’operato di Forleo, ritenendolo “abnorme” e “diffamatorio”. “La valutazione di tale condotta – scriveva D’Alema – potrà, se del caso, essere adeguatamente valutata da altri organi istituzionali”. Si vede che la valutazione è stata fatta. Ed esattamente come la voleva D’Alema, visto che il Pg Delli Priscoli, parla proprio di “provvedimento abnorme” e di “diffamazione nei confronti dei parlamentari” in questione.

“La Forleo è pazza”. “La Forleo scoppia in lacrime”. “La Forleo non regge le tensioni”. La grancassa mediatica è al lavoro. Nelle scorse settimane il gip aveva denunciato, prima in tv, poi con un esposto consegnato ai carabinieri, infine con una deposizione a Brescia, il clima di isolamento in cui si era venuta a trovare dal momento in cui aveva cominciato a maneggiare i fascicoli di Unipol e aveva messo il naso nei santuari del potere Ds. Che succederà adesso? Il Csm già lunedì potrebbe aprire la procedura che porterà al trasferimento per incompatibilità. Come l’ha definita la stessa Forleo “una morte annunciata”.

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