Questione di feeling

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“Caro Walter”, “caro Silvio”. L’incontro è iniziato così. Da qualche anno ormai Veltroni e Berlusconi si danno del tu. Il vertice su riforme e legge elettorale ha fatto capire che tra i due c’è affiatamento, intesa, affinità. “Per il bene d’Italia, si capisce, ma un po’ anche per il loro personale tornaconto”, come scrive Ceccarelli su Repubblica.

L’inciucio è fatto. Il leader di Forza Italia parla di accordo possibile. E poi aggiunge: “L’antiberlusconismo della sinistra è finito”. Ottimista anche il sindaco di Roma: “Ci sono punti di convergenza”.  Sulla legge elettorale l’intesa c’è: entrambi la vogliono proporzionale e con qualche forma di sbarramento che faccia fuori i “nanetti”. Restano da definire i dettagli. Ma la vera novità è che i due Oni non sono riusciti a dividersi nemmeno sulle riforme istituzionali. “C’è sostanzialmente un’intesa di merito”, assicura Walter. “Non siamo in dissenso”, conviene Silvio.

Berlusconi si è ben guardato dal dire “dialogo sulle riforme solo se Prodi va a casa”. Se avesse pronunciato una frase del genere, “la conversazione sarebbe finita lì”, conferma Veltroni. Ma il Cavaliere ha manifestato semplicemente la convinzione che non ci sarà tempo per dipanare nodi così complessi. Lui alla spallata ci crede ancora. Sulla legge elettorale la parola d’ordine tanto di Veltroni che del Cavaliere è “nuovo bipolarismo”: prelibatezza linguistica che del bipolarismo preannuncia la fine. Pochi minuti dopo l’incontro è arrivata la stoccata di Fini: “Berlusconi dovrà assumersi in Parlamento la responsabilità di dire che il bipolarismo è finito. Lì noi misureremo il grado di porcata che ne verrà fuori”.

Ma la grande novità è che Veltroni ha consegnato a Prodi l’avviso di sfratto. Il sindaco ha detto che “nell’arco dei prossimi dodici mesi si daranno regole moderne a questo Paese”. Per le riforme insomma basta un annetto o poco più, in modo da tornare alle urne nel 2009 anziché nel 2011. Il premier non l’ha presa bene. Interpellato sull’incontro del giorno, si è rifugiato dietro un freddo “no comment”. Anche perchè l’intesa con Berlusconi fa infuriare i piccoli partiti dell’Unione che potrebbero reagire mettendo in crisi il governo. Ma il piano dei due Oni è pronto: coinvolgere Fini e Bertinotti e tirare dritto. Addio ai partitini. Arriva la Terza repubblica.

3 Responses to Questione di feeling

  1. Marco B. ha detto:

    Così come indicato nel piano della Massoneria di Licio Gelli meglio nota come Propaganda 2! l’INCIUCIO e la DERIVA DEMOCRATICA si completerà con l’accordo dei “2 ONI” senza che DESTRA e SINISTRA(se ancora esistono)potranno MAI fare nulla .. anzi, magari aiutandoli a dare la SPALLATA al governo Prodi già “sfrattato” dai numeri POLITICI che i “2 ONI”anno alle spalle!! W l’Italia .. dei MASSONI-MAFIOSI CLERICO-GIUDAICO-CONFINDUSTRIALI-BANCHIERI-PIDUISTI!! Marco B.

  2. spadafora_live ha detto:

    questi vogliono cambiare tutto per non cambiare nulla

  3. scrooge1980 ha detto:

    ma la foto dive l’hai presa? e sopratttutto cosa ci facevano insieme?

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