Lo chiamavano Vasa Vasa

Segni della croce e lacrime di felicità nell’aula bunker di Palermo. Ma qualcosa non torna: Totò Cuffaro è stato appena condannato a cinque anni di reclusione per favoreggiamento semplice nel processo per le “talpe” alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Al presidente della Regione Siciliana è stata applicata anche la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici. Con lui sono stati condannati medici, professionisti e investigatori. Secondo i pm, uno scenario “desolante”.

E’ stato il processo alla “nuova mafia”, quella che non uccide ma che si infiltra tra i vertici delle istituzioni. Cuffaro parlava troppo. E lo faceva con le persone sbagliate. Il presidente della regione Sicilia è stato ritenuto colpevole di aver favorito la mafia rivelando al boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro che la Dia aveva piazzato delle spie nella sua abitazione. I giudici affermano che “la condotta di Cuffaro è una fotografia di rara nitidezza e di altrettanto rara concretezza di quel particolare fenomeno criminale che viene comunemente indicato come intreccio mafia-politica-affari-coperture istituzionali”. E’ stato il processo che ha fatto a pezzi la procura di Palermo: proprio per le polemiche su come mandare a processo il governatore e quali reati contestargli.

L’imprenditore della sanità privata Michele Aiello, definito un “prestanome” di Provenzano, è stato condannato a 14 anni per mafia, e l’ex maresciallo dei carabinieri del Ros Giorgio Riolo, l’esperto di tecnologia che la notte piazzava microspie e telecamere per catturare i latitanti e di giorno le rivelava ad Aiello, ha avuto 7 anni. Tra gli altri imputati ci sono il radiologo Aldo Carcione (4 anni e sei mesi), l’ex consigliere comunale di Bagheria dell’Udc Roberto Rotondo (un anno), il vicequestore di polizia Giacomo Venezia (tre anni), il medico Michele Giambruno (nove mesi) e vari funzionari della.

I reati contestati vanno dall’associazione mafiosa alla violazione del segreto istruttorio, al concorso in associazione mafiosa, alla corruzione, al favoreggiamento, abuso d’ufficio, truffa e falso ideologico. E Totò che fa? Appena letta la sentenza si fionda sui cronisti e col piglio del vincente dichiara: “Resto presidente della regione: non ho mai favorito la mafia. Quello che farò lo sapete già. Domani alle 8 sarò al mio tavolo da lavoro. Grazie a tutti i siciliani che mi hanno sostenuto”. Il dispaccio Ansa dellle 17,43 recita: “Colpevole senza aggravante”. Il diluvio dichiarazioni politiche di solidarietà non tarda ad arrivare.

Qualche ingenuo cronista intanto cercava di capire perché il paffuto vicerè di Sicilia dimostrasse tanta gioia di fronte a una pena certamente non lieve. Il Governatore non è stato condannato per aver favorito l’organizzazione Cosa Nostra ma alcuni esponenti di essa. La sentenza dimostra l’esistenza delle talpe e del favoreggiamento. E’ rimasto provato il favoreggiamento da parte del presidente della Regione di singoli mafiosi senza che tutto ciò fosse ritenuto sufficiente per supportare l’accusa di aver favorito Cosa Nostra nel suo complesso. Ma ormai la gracassa mediatica era già al lavoro: Totò è colpevole, sì. Ma non troppo.

*****************************************

Fronte governo: per lunedì o martedì l’Uduer ha chiesto una mozione condivisa da tutta la maggioranza che approvi il discorso pronunciato da Mastella la scorsa settimana, quello in cui ha attaccato i magistrati “estremisti”. Di Pietro ha già fatto sapere che non lo sottoscriverà. L’incidente è nell’aria. Mercoledì c’è la mozione contro Pecoraro Scanio e si decide sulla “bozza Bianco” per la legge elettorale. Se qualcuno si vorrà sfilare la sfiducia al ministro dell’ambiente sarà un’occasione ghiotta. Silurato lui, infatti, si aprirebbe automaticamente la crisi.Berlusconi fiuta il sangue e da qualche giorno è tornato a dialogare con i centristi della maggioranza ed a parlare di elezioni. Intanto sotto il Vesuvio il Cavaliere si becca una richiesta di rinvo a giudizio, causa le cinque attrici raccomandate all’amico Saccà di RaiFiction. L’accusa è di corruzione. E Berlusconi giura vendetta: “Spero che si vada presto al voto per fare una riforma in profondità della magistratura…”. Su questo fronte Prodi tace. Deve pensare a come superare il dicktat dei mastelliani. Quel minaccioso “tutti con noi o sarà crisi”. E Mastella spiega divertito che “ora Romano dovrà ballare la rumba di Ceppaloni”.

5 Responses to Lo chiamavano Vasa Vasa

  1. ross ha detto:

    Tutti innocenti, anzi no, un colpevole c’é: è quel De Magistris che il CSM ha punito senza che nessuno, proprio nessuno, esprimesse la sua solidarietà ad un magistrato che, ingenuo, credeva che tutti i cittadini fossero uguali davanti alla legge. Della dottoressa Forleo, poi, è inutile parlare: l’hanno ormai fatta apparire come una esaltata in balia di una emotività assai labile. A entrambi la solidarietà di una che non conta niente.

  2. sil lan ha detto:

    Per quel che può valere, anche la mia. Riguardo al resto (Mastella, Cuffaro, Berlusconi, D’Alema, Casini ecc. ecc….), che dire? Non mi sono mai vergognata tanto di essere italiana: e non è un bel sentire!

  3. freesud ha detto:

    Cuffaro è un angioletto. Condannato a soli 5 anni di carcere. Tutta l’UDC è in festa.

    staff freesud

    http://www.riberaonline.blogspot.com

  4. vale ha detto:

    aiuto, mi sento male…ma male, male, male

  5. anna ha detto:

    Berlusconi naturalmente gli ha espresso tutta la sua solidarietà ……sapete com’è tra mafiosi ci si intende!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: