Il grande freddo

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Eccoci catapultati nel labirinto della crisi del secondo governo Prodi. Di nuovo, c’è ben poco. Napolitano ha avviato le consultazioni. Termineranno martedì ma è prevedibile un secondo giro di incontri. Insomma, si va per le lunghe.

Il Pd rompe gli indugi e punta tutto su un governo per le riforme. Che è anche l’obiettivo di Napolitano. Il partito del “no-voto” incassa pure l’appoggio di Montezemolo: “Prima di andare alle urne serve una nuova legge elettorale”. Marini fa sapere di non essere interessato a diventare premier, ma ci credono in pochi. E anche Prodi si sfila: “Niente reincarico. Adesso farò il nonno”. Veltroni punta tutto su Casini. Il leader dell’Udc prima risponde “presente”, poi in serata gela Walter: “Devi convincere anche Berlusconi, io da solo non faccio giochini”.

Ma il Cavaliere è irremovibile. Neanche l’ipotesi di incaricare per il governo-ponte il fido Gianni Letta convince Silvio. L’animale fiuta il sangue (di Veltroni) e tira dritto per la sua strada. In due mesi può tornare a Palazzo Chigi. I sondaggi lo danno dieci punti percentuali sopra la sinistra. Gli appelli alla responsabilità di Napolitano, Montezemolo, Veltroni e Casini non lo turbano per niente: “Alla gente di una nuova legge elettorale non importa un fico”. Poi una minaccia agli alleati in odor di tradimento: “Se l’Udc appoggiasse un governo istituzionale, non avrebbe più futuro politico”.

Intanto nel Pd scatta la resa dei conti. Il prodiano Parisi chiede “un’autocritica”. L’idea che il governo sia caduto per la follia veltroniana di un Pd alle urne in solitaria, resta. L’altra sera anche Rosy Bindi (ospite da Santoro) non ha trattenuto la sua rabbia contro Walter. Prodi per ora è un agnellino. Fedele alla linea. Nessuno screzio con Veltroni, anzi “riconoscenza per il sostegno ricevuto”. Il premier dimissionario ostenta massima disciplina e conferma che “bisogna fare di tutto per evitare le elezioni”. Ma è una tregua armata, non durerà. Il Professore medita vendetta.

Berlusconi invece non aspetta il via e scatta in campagna elettorale. Da Napoli – in un comizio davanti al movimento di Sergio De Gregorio, “Italiani nel mondo” – annuncia addirittura i primi provvedimenti del suo futuro governo. Si va dall’abolizione dell’Ici sulla prima casa ad un disegno di legge che limiterà le intercettazioni. E si magistrati ne ordineranno di illegali “cinque anni di prigione e altrettanti per chi le esegue”. Solo due milioni di euro di multa invece per i giornali che le pubblicano. Silvio è proiettato verso il voto: una fidata cricca di consiglieri-professori-intellettuali è già al lavoro sul programma. A Porta a Porta è già pronta la scrivania.

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Speciale crisi: le “quote” di Pornopolitica:
Elezioni (65%) (favorevoli: Forza Italia, An, Lega, La Destra, Udeur, Verdi, Pdci, Italia dei Valori)
Governo per le riforme (35%) (favorevoli: Pd, Rifondazione, Udc, Radicali, Liberaldemocratici) – (papabili: Marini, Letta, Draghi, Amato)
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One Response to Il grande freddo

  1. ross ha detto:

    non abbiamo parole

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