Dove eravamo rimasti?

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Niente da fare. La ricreazione è finita. Marini ha accettato la sconfitta e rinunciato all’incarico. Ora Napolitano scioglierà le Camere. Il 13 aprile è la data più probabile per le elezioni. Prodi resta in carica per sbrigare gli affari correnti. Il Paese ha di fronte una nuova scintillante campagna elettorale.

E il referendum? Sarà per un’altra volta. Le 800mila firme raccolte da Guzzetta e Segni possono aspettare. La consultazione popolare è rinviata, tutto slitta di anno. Stessa sorte toccherà alle primarie che avrebbero dovuto consentire ai cittadini di scegliere i candidati del Partito democratico. Ora non le vuole più nessuno. La versione ufficiale è che “ormai non c’è più tempo”.

Nel Pd intanto si affilano i coltelli. Prodi invoca un “rinnovamento delle liste”, Bettini avverte: “Non useremo il bilancino”. La sanguinosa lotta per un posto al sole sta per cominciare. Veltroni vuole facce nuove perchè l’ardita operazione “soli contro tutti” non ammette sbagli. A farne le spese i parlamentari con tre legislature (o più) sulle spalle che potranno costituire al massimo il 10% degli eletti. I big a rischio sono tanti: da De Mita a Visco, da Violente a Mattarella.

Nella Cdl si litiga già come ai bei tempi andati. Fini vuole sbarazzarsi dei partitini di destra (Mussolini e Storace), Giovanardi abbandona l’Udc e passa armi e bagagli con il Cavaliere. Berlusconi intanto non ha ancora deciso che fare del Pdl (e della Brambilla): una lista a parte? Un richiamo nel simbolo di Forza Italia? Mistero. Intanto lady Mastella annuncia che potrebbe candidarsi con Berlusconi. Dai domiciliari al Parlamento: il passaggio è stretto ma la strada è ben battuta.

Il terzo incomodo è la Rosa Bianca. Sono i nuovi democristiani nati dall’asse Pezzotta-Baccini-Tabacci. Andranno alle elezioni da soli e vorrebbero essere il terzo Polo del Parlamento. D’Alema ci spera e già sogna un’alleanza: è la (vecchia) formula sinistra+moderati di centro, quella che Baffino persegue da 15 anni a questa parte. Beppe Grillo invece fa sapere che non si candiderà: “Spazio ai giovani”, dice lui.

E poi c’è Il Giornale berlusconiano che ipotizza un’alleanza Pd-Forza Italia. Nulla di più lontano dalla realtà. Il Pd è taglia corto: “Non esiste”. Il Cav. liquida invece l’indiscrezione con uno vocabolo equivoco: “E’ solo utopia”. Interessante lapsus: Berlusconi in realtà intendeva dire “fantasia” o qualcosa di simile.

2 Responses to Dove eravamo rimasti?

  1. luigi ha detto:

    veltroni sta di già mangiando nelle tavole degli italiani

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