E’ un paese per vecchi

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E se il vero problema fosse Fausto? Nella Sinistra Arcobelano – l’animale politico partorito dall’ingegno bertinottiano – sono i giorni del grande terrore. L’incubo è un numero: 8. L’otto per cento. L’asticella del Senato, tutto ad un tratto, pare altissima. E’ la soglia di sbarramento: chi non la supera resta fuori. Una cosetta da panico.

Peccato, perchè Bertinotti ci credeva per davvero. Il ragionamento filava: “Con la nascita del Pd gli ex diessini si spostano inevitabilmente al centro. A sinistra si apre un buco, il progetto Arcobaleno raccoglie i voti degli ex-comunisti, della Cgil, degli ambientalisti e di tutti i disillusi delle politiche liberiste”. Fino a un mese fa arrivare ad un risultato elettorale in doppia cifra sembrava una passeggiata. Ma i sondaggi di questi giorni (per chi ci crede) sono impietosi: tra il 6 e l’8%. Una tragedia.

Quello che manca è il valore aggiunto. Gli altri hanno il new deal veltroniano e il carisma di Silvio. Può anche non piacere ma è così. Le parole di Bertinotti hanno profumo di antico: “La borghesia, i padroni, la lotta di classe e la scala mobile”. E poi Fausto è ormai più a suo agio nel salotto di Vespa che davanti ai cancelli di una fabbrica. E’ la solita formula “di lotta e di governo”. Una formula che non ha mai funzionato. Lui intanto bivacca furbescamente in tv. Lo vediamo alle “Invasioni barbariche”, al Tg1-Tg5-Tg2, a “Otto e mezzo”, a “Primo Piano”, a RaiTg24, a “Matrix”, a “Uno mattina”, a “Porta a porta”, da Gad Lerner, allo “Speciale Tg1”. Forse è troppo.

O forse il problema sono gli altri. Da Migliore a Gennaro, da Diliberto a Caruso a Luxuria. Difficile conquistare l’elettore con una lista di impresentabili. Certo, alla Camera non c’è problema e in Senato la soglia di sbarramento è su base regionale. In qualche modo una rappresentanza della sinistra radicale ci sarà. Ma il problema è proprio qui: sarà una sparuta rappresentanza. Bertinotti ci prova, l’attacco a Veltroni è quotidiano. L’ultimo tentativo rincorre la vittoria di Zapatero in Spagna, con Fausto che giura di essere lui il vero caudillo italico, il più zapateriano tra i politici nostrani. E vagli a spiegare che i socialisti spagnoli governano senza sinistra radicale.

La storiella del voto utile comincia a pesare come un macigno. O Walter o Silvio, il bipolarismo non ammennte terzi incomodi. Il comunista Marco Rizzo la chiama “falsa competizione tra due frazioni della borghesia”. Il rischio, non sarebbe la scomparsa immediata, ma la marginalità e poi la progressiva irrilevanza. Esattamente come è avvenuto in Spagna e Francia. Il malumore tra le truppe comincia a farsi sentire. Dopo il voto potrebbe esplodere la rivolta. D’altro canto la Sinistra arcobaleno – per ora – è un cartello elettorale. Per farla diventare un partito servirebbero un leader nuovo e un ricambio generazionale. Nichi Vendola è pronto. Diliberto e compagni non ancora.


4 Responses to E’ un paese per vecchi

  1. sinigagl ha detto:

    Lasciate perdere Bertinotti: dal nuovo sito http://www.politiche08.org si evince chiaramente che il voto al Senato potrebbe portare ad un pareggio! La legge elettorale ha un effetto perverso: il PdL potrebbe conquistare 14 regioni su 20 ed ottenere come risultato di avere gli stessi seggi della maggioranza dell’Unione nel 2006, ovvero 158. L’effetto è dato dalle tre distorsioni effettuate dal “porcellum”: per prima cosa tutto è fatto a livello regionale, si tratta in verità di 20 piccole elezioni e non di una elezione nazionale, con ben 8 regioni “in bilico”, ovvero con un distacco minore del 4% tra PdL e PD. E’ chiaro quindi che il guadagno o la perdita di anche una sola regione può essere sufficiente per passare dalla vittoria alla sconfitta per una coalizione. Poi non viene premiato chi vince “molto”: se una coalizione è vicina al 55% non vengono assegnati seggi in premio, questo penalizza il PdL che in alcune regioni non riceve senatori in più. Infine la soglia di sbarramento dell’8% ne mette in forse il superamento da parte dell’UDC (in quasi tutte le regioni) e della Sinistra Arcobaleno (in molte regioni): questi seggi potrebbero andare di volta in volta all’una o all’altra delle coalizioni maggiori, cambiando così radicalmente la composizione del Senato.

  2. Marco B. ha detto:

    Di Pietro dopo l’era Tangentopoli si è accomodato come TUTTI gli altri!!

    Prima lo sostenevano i FATTI e la GENTE che vedeva in lui e nel pool di Milano la via alla LEGALITA’ in un paese di MAFIOSI e CONSORTERIE POLITICO-AFFARISTICHE .. poi la SEDIA per lui(affinchè lasciasse sopravvivere il GERME che ancora oggi REGNA SOVRANO)e il DECLINO per NOI CITTADINI(il POPOLO ELETTORE mai stato SOVRANO in Italia). Ma la speranza e il CORAGGIO di alcuni UOMINI con la schiena dritta stanno venedo fuori anche in questa BUIA EPOCA di un paese MAI NATO veramente ..

    http://www.pieroricca.org/2008/03/14/marcello-dellutri/#comments

    Grazie Piero ..

    Marco B.

  3. rigitans ha detto:

    boh…bertinotti fa la sua parte, la sinistra non aveva un altro leader pronto. purtroppo la tv è tutto in italia per farsi votare, almeno ora, e pur non piacendomi come strategia capisco le preoccupazioni di bertinotti.

    borghesia, padroni, lotta di classe(dis cala mobile bertinotti non parla, è diversa la proposta, e non è scandalosa, visto che il pd e il pdl lo vogliono fare per le pensioni)…la borghesia esista, anzi, è una borghesia che si fa feudalista. i padroni, cioè quei grandi imprenditori che sfrutanno e spremono i lavoratori invece di valorizzare il lavoro esiste come problema…sulla lotta di classe sono critico anch io, serve un altra formula, oltre il marxismo.

    diliberti, migliore e luxuria sono impresentabili? invece carra e crisafulli te li raccomando! lasciamo stare va…

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