Stasera a casa di Enrico

Funziona così: uno dei due leader decide di non partecipare a una determinata trasmissione tv e l’emittente è costretta a sospendere anche la puntata dedicata all’avversario. Veltroni non va a “Porta a Porta”? Allora salta anche la puntata con Berlusconi. Per ripicca Silvio dice “no” all’Annunziata? Anche Walter resta a casa. Dicesi par condicio.

La guerra del telecomando. Lo scontro politico attorno ai programmi tv dura una giornata intera. Ma con il passare delle ore la posizione di Berlusconi diventa insostenibile. Walter lo sbeffeggia: “Ha una paura inspiegabile di confrontarsi in tv. Sembra un pugile che prima di un match provoca e poi rifiuta la sfida”. E così il Cavaliere accetta la sfida. Walter contro Silvio. Apuntamento a “Matrix” venerdì 11 aprile, nel salotto super partes di Mentana. Su Canale 5, ossia la casa di Berlusconi, obietterà qualcuno. Ma nel regno di Enrico, allontanato dalla direzione del Tg5 proprio perchè troppo indipendente dal Cav., replicheranno altri.

Tutto deciso? Niente affatto. A notte fonda da Canale 5 arriva la precisazione: il duello forse sarà solo “virtuale”. Se uno dei due leader dovesse rinunciare al faccia a faccia, saranno registrate e mandate in onda due interviste parallele. Il solito teatrino: Veltroni conferma la sua disponibilità, la palla torna al Cavaliere. Lo staff del Pdl prende tempo, deciderà all’ultimo. Giulietti manda a memoria il solito mantra: “Berlusconi si è sempre considerato il migliore di tutti in tv. Non possiamo credere che voglia continuare a scappare, negando agli italiani il diritto ad assistere ad un confronto fondato sul contraddittorio e non sui comizi a distanza”. Ma la provocazione non dà i frutti sperati.

Nel 1994 Mentana è stato il moderatore del confronto televisivo tra Berlusconi e il leader del centro-sinistra Achille Occhetto. Per la “gioisa macchina da guerra” furono dolori. Nel 1996 toccò a Prodi e Silvio. Dieci anni dopo il Cavaliere uscì con le ossa rotte da un memorabile duello con un Diliberto in serata di grazia. Adesso – forse – ci risiamo. Berlusconi è imprevedibile, i suoi umori cangianti. Bossi non ha dubbi, “il confronto in tivù io lo farei per convincere gli indecisi”. E poi, ammicca l’Umberto, “Silvio è simpatico alla gente, basta solo che non parli di donne…”. Le voci che filtrano da Palazzo Grazioli inducono alla massima prudenza. Silvio potrebbe davvero accadere. Magari negli ultimissimi giorni di campagna elettorale. Magari con poche ore di preavviso. Spiazzando, tutti come al solito.

Dipende dai sondaggi, in primo luogo. Da stanotte ne è vietata la diffusione, però restano consentiti. L’andamento della campagna verrà monitorato fino all’ultimo. E se il rischio-pareggio al Senato si farà più consistente, Berlusconi potrebbe convincersi a tentare il tutto per tutto. Come due anni fa con Prodi, si presenterebbe al duello con una sorpresa (nel 2006 fu l’abolizione dell’Ici). In casa Pdl già si lavora alle strategie del duello. L’unico a tentennare ancora è proprio il Cavaliere. Berlusconi percepisce Veltroni come qualcosa di simile a sè, teme la sua retorica buonista-emozionale, sa che l’ex sindaco di Roma – proprio come lui – ha una cura maniacale dell’immagine di sé proiettata sul pubblico. Silvio conosce Walter. E ha paura.


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