Compagni che sbagliano

Il parricidio politico di Bertinotti e la rimozione della squadra del segretario Giordano: è questo l’obiettivo di Paolo Ferrero. L’ex ministro, alleato con Russo Spena e le minoranze di “Essere comunista” e dell'”Ernesto”, sogna di prendersi la leadership di Rifondazione. I “ribelli” la mettono giù dura: “Fausto vuole sciogliere il Prc senza consultarci”, la sua è “un’opzione devastante” che “spacca il partito”, “ora la vecchia guardia deve farsi da parte”.

A sinistra sono i giorni dello psicodramma collettivo, la resa dei conti si avvicina. Ramon Mantovani non è stato tenero con la leadership del partito: “Neppure in una bocciofila ci si comporta così…”. Una vita sulle barricate quella di Ramon. Nel ’77 partecipa alla contestazione studentesca, nel 1984 aderisce al Pci. Sette anni dopo è tra i fondatori di Rifondazione Comunista. Eletto deputato nel 1992, torna alla Camera nel 1996. Il 12 dicembre 1998 è sull’aereo che trasporta in Italia dalla Russia il leader del PKK Abdullah Ocalan. Da sempre il “ministro degli Esteri” di Rifondazione è un tenace oppositore di Fausto. Oggi Ramon Mantovani, con Ferrero e Russo Spena, guida l’assalto alla diligenza bertinottiana. Noi lo abbiamo intervistato.

Cominciamo dal voto. C’è chi ha parlato di “catastrofe nucleare” e chi di “disastro totale”. Che cosa preferisce?
Sono d’accordo, è stata una castastrofe. Ma lasciamo stare il nucleare.

Come si spiega una simile debacle?
Si sono persi voti in tutte le direzioni, dall’astensione al voto utile. Abbiamo pagato l’errore politico di non aver rotto con il governo sul welfare. Questo ci avrebbe fatto pagare un prezzo elettorale ma almeno una parte del nostro elettorato avrebbe capito. Almeno avremmo conservato il consenso di chi era deluso dall’azione di governo. Invece abbiamo scontentato tutti. E poi correre con un simbolo sconosciuto è stata una fesseria.

Ma voi avete contribuito alla caduta del governo.
No, questo non è vero.

E il “Prodi poeta morente” di Bertinotti?
Io mi attengo ai fatti: il governo aveva un programma, noi abbiamo litigato perché fosse applicato. Se questo è rendere instabile l’esecutivo allora io non so che cosa sia la democrazia. Sono stati Prodi e Padoa-Schioppa a tradire gli elettori.

Oggi c’è il comitato politico di Rifondazione. Comincia il processo a Bertinotti e Giordano?
Noi non facciamo processi, sarà una discussione politica. Ma chi ha portato Rifondazione al disastro dovrà lasciare. La gestione leaderistica di Bertinotti è stata uno dei nostri principali limiti. Ora è giunto il momento di azzerare gli organismi e intraprendere una gestione unitaria.

Poi a luglio ci sarà il congresso. E lì si andrà la conta…
A decidere saranno i nostri 100mila iscritti. E lo faranno su proposte politiche.

Dunque Giordano e Bertinotti possono ancora salvarsi
No. Su questo punto io sono categorico: l’attuale segreteria va destituita. Le va impedito di portare il partito al suicidio.

Non salva neppure Vendola?
Assolutamente no. Nichi è stato uno dei massimi apologeti della evanescente Sinistra Arcobaleno. Lui è stato uno dei principali responsabili di questo disastro.

E se si va alla conta interna?
La nostra linea è maggioranza dentro il partito.

Ne è proprio sicuro?
Assolutamente sì.

Con la vittoria di Berlusconi la democrazia è in pericolo?
In Italia la democrazia è in pericolo da 15 anni.

Prego?
Abbiamo un sistema politico che è un teatrino sempre più distante dal paese reale. La democrazia è in pericolo perché i governi non mantengono gli impegni. La democrazia è in pericolo perché in Parlamento, per la prima volta nella storia della Repubblica, non c’è un solo gruppo laico. Si contendono i voti ma, in realtà, Pd e Pdl sono uguali.

E Bossi? Non invidia nulla al successo della Lega?
La Lega è un partito conservatore e integralista con elementi che rasentano il fanatismo fondamentalista cristiano. Sono contro gli omosessuali, contro le altre culture e fomentano la guerra di civiltà.

Però gli operai li hanno votati.
E’ ovvio. La sinistra non ha dato risposata ai problemi sociali degli strati più deboli della popolazione e la gente, nella sua solitudine, si è affidata a chi gli indicava un nemico. La Lega è presente sul territorio e cavalca gli istinti e le paure che esistono nella nostra società.

Ferrero sarà il nuovo segretario del Prc?
Non voglio fare nomi. Prima lasciateci fare il congresso. Sulla base della linea politica che gli iscritti e i militanti decideranno, si sceglierà l’uomo o la donna che meglio potrà portare avanti quelle linea politica.

10 Responses to Compagni che sbagliano

  1. Giuseppe Gallo ha detto:

    Come? Le sigle della sinistra radicale avrebbero dovuto “rompere con il governo sul welfare”? Ah, siamo messi proprio bene!

  2. rigitans ha detto:

    per me mantovani pur in buona fede fa un grosso errore.
    ma chi vuole un partito comunista e la falce e martello è giusto che lo dica subito e vada per la sua strada.
    ma il progetto della sinistra arcobaleno era, è ambizio, innovativo, avrebbe rilanciato la sinistra, le sinistre in italia. non so se un partito comunista possa farlo al giorno di oggi.

    se la sinistra si spacca io mi avvicino ai verdi, non certo ai comunisti, che per quanto possa rispettarli non condivido affatto la loro linea

  3. rigitans ha detto:

    aggiungo che epr slavare la faccia c’era solo una cosa da fare:
    uscire dal governo e dare l appoggio esterno.
    era veramente l unica cosa da fare, oltre a non avere bertinotti alla camera, un vero tentativo di incastrare e incastrarsi…o forse castrarsi…

  4. Anellidifumo ha detto:

    Rifondare il comunismo nel 2008? Si può fare, basta chiamarlo SOCIALISMO e mettere da parte le idee rivoluzionarie. Si può perfino tenere la Falce e Martello, in questo caso.

    Se invece si pensa di chiamarlo COMUNISMO e di distinguersi da chi si richiama al SOCIALISMO, significa che non s’è proprio capito nulla.

    E la Lega: è un partito territoriale che mira alla secessione. Questo è la Lega soprattutto. Il resto importa meno, per chi vuol fare analisi politica. Oh, lo dice uno che è gay, pensate un po’.

  5. Paolo ha detto:

    Chi non si capisce che PD e PdL NON sono uguali è semplicemente fuori dalla politica italiana. E dà una mano ai veri nemici della democrazia in Italia che sono Berlusconi, i fascisti suoi alleati e le mafie. Peccato.

  6. ross ha detto:

    Non mi sembra un’idea assurda fondare un partito che sia davvero progressista e che risponda concretamente alle richieste dei lavoratori. Il problema vero non mi sembra che sia tanto come chiamarlo , ma che i suoi fondatori abbiano idee politiche chiare e sappiano prima di tutto informarne l’elettorato, e poi sappiano dimostrare la loro capacità di portare avanti con forza il loro progetto politico, convincendo e coinvolgendo chi si sente da loro rappresentato . Molti cittadini hanno l’impressione che i politici siano del tutto estranei alla vita vera del paese e che si impegnino seriamente soltanto quando si tratta di difendere i privilegi di quella che ormai si indica con il nome di Casta.

  7. tano distefano ha detto:

    io credo che ci sia un gran rincorrere l’elettorato dimenticando i progetti politici. come se le elezioni fossero una grande raccolta, una gara a chi meglio va dietro agli elettori e li asseconda. invece dovrebbe essere il contrario: i partiti propongono progetti politici in base alla propria coerente visione dell’italia e la gente sceglie in base a quelle che sono da lei considerate priorità. insomma, non è scritto da nessuna parte che gli operai debbano essere rappresentati per definizione da un partito comunista.

    il voto va a chi mi rappresenta meglio, evidentemente i leghisti rappresentano meglio gli operai di quanto non faccia bertinotti. hanno voglia a rifondare il comunismo, purtroppo credo che non sia più tempo per loro.

    in attesa che nasca qualche altra grande ideologia in grado di connotare questa nostra epoca che mi sembra così senza contorni, senza slanci ideali, senza prospettive.

  8. ale1980italy ha detto:

    concordo con rigitans.
    secondo me a parlato bene (come al solito) vendola.

  9. Michel ha detto:

    Geniale… Andare uniti non è bastato per entrare in parlamento, perchè la gente ha ritenuto che la sinistra fosse lontana dalla gente, e la soluzione qual è? Dividersi di nuovo……. Quando si dice aver capito tutto…

  10. […] Bertinotti e Giordano stanno con Vendola. I ribelli, capitanati da Ferrero e Russo Spena, sono convinti di farcela. Per ora lo scontro si sposta sulle modalità di voto nei circoli del Prc. Ferrero chiede che si […]

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