Compagni cittadini grillisti partigiani

Torino, undici del mattino. C’è il sole. La maglietta si attacca alla pelle dei ragazzi. Via Po quasi deserta, i negozi chiusi. Se svolti a destra c’è Piazza Castello. Un piccolo palco, la bandiera del Pd, otto curiosi. A sinistra Piazza San Carlo, un faccione incazzato di Grillo sull’impalcatura enorme. Sopra, un rapper pelato. Informazione libera, grida. Il confronto è impietoso. La piazza enorme è piena. Coda di mezz’ora al banchetto delle firme. I ragazzi parlano di inceneritori, ripetono- sbagliando e balbettando- la lezione del Maestro. Le ragazze, sotto braccio, sbadigliano e guardano le vetrine di Zara. Troppo presto, meglio aspettare i saldi.

Paolo ha i capelli rossi. Gli chiedo cosa dicono i volantini che distribuisce. Mi spiega: bisogna abolire i contributi pubblici all’editoria. Ribatto: ma così scompare veramente la stampa libera. No, dice, l’informazione ce la faremo da soli, quelle sono macchine per frugare nelle nostre tasche. Non ci sto: così sparirebbero pure il manifesto, Carta, il Mucchio Selvaggio, Liberazione. Lui sgrana gli occhi: è il mercato mi risponde. Giusto, ma mi fa strano che un ragazzo di sinistra si aggrappi al mercato come nemmeno Giavazzi e Alesina. Dunque i grillisti credono nel mercato libero. Uno a zero per chi dice che sono di destra. I meetup organizzano piccole bancarelle piene di libri. Sopra non c’è Pavese, non c’è Calvino, non c’è Fenoglio, non c’è Primo Levi. Eppure siamo a Torino. I volumi sono manuali su precariato e ambiente: no ai termovalorizzatori, dicono, o ti trasformerai in un posacenere. Ok, su questo tema siamo dalle parti di Pecoraro Scanio. Uno a uno, i grillisti sono arcobaleno. Il tizio dal palco urla qualcosa sulla giustizia. Roba dalle parti di Travaglio. Due a uno: i grillisti, proprio come Travaglio, sono fan della destra law and order. Dice Chiamparino, sindaco di Torino. «Dal punto di vista sostanziale la manifestazione di Grillo non ha nulla a che con il 25 aprile: ognuno può considerarsi erede di chi vuole, ma è evidente che i contenuti della sua manifestazione sono agli antipodi del 25 aprile». Torno in piazza Castello. Nel frattempo ho comprato un kebab. Troppa salsa. Ancora poca gente. Due signori guardano la folla che avanza, veloce, verso il V-day. «Comunisti del cazzo», ridono. Mah. Spiega Grillo: «Il 25 aprile ci siamo liberati dal nazifascismo. Sessantatre anni dopo possiamo liberarci dal fascismo dell’informazione. Il 25 aprile non è di proprietà degli intellettuali di sinistra, una definizione corrispondente a un vuoto pneumatico».

Una ragazza, vestito freak e occhiali giganti, mi chiede una sigaretta. Eccola. Dico: sei qua per Grillo? Sì, fa lei, ma sono già stanca. Le chiedo perché. Perché qui sono tutti uguali e non sanno nulla. Parlano, mi dice, ma non sanno nulla. Sai che cosa avrei voglia di fare? Prendere la Vespa e andarmene su in Langa, a Saliceto, e dire la messa per un partigiano ucciso a diciannove anni che si chiama come mio fratello. Le sorrido, metto in tasca l’accendino. Vado a lavorare. Ciao bella, le dico. Bella, ciao.

Il vicario

8 Responses to Compagni cittadini grillisti partigiani

  1. Alessandro ha detto:

    Ciao. Complimenti per il bel racconto: fra Beppe Grillo e Berlusconi che parla della Liberazione come di una guerra civile questo 25 aprile si è sciolto nella tristezza condita da un po’ di paura.

  2. tano distefano ha detto:

    ritratto impietoso… oggi ero alla manifestazione nazionale per il 25 aprile a milano. una specie di love parade meneghina. camion che sparano musica e vendono birra, diecimila piccole sigle all’ombra di falci e martelli arrugginiti, megafoni, ragazzi ubriachi col pugno chiuso, gente canta “la locomotiva” ma quella canzone parla di un anarchico, non della liberazione. gente canta “el pueblo unido”. a un certo punto sento anche la rettore con “splendido splendente”… io alla manifestazione sono andato per commemorare i caduti della resistenza. ma neanche un tricolore. o un accenno di solennità. c’era una ragazzina che portava uno striscione e rispondeva agli slogan urlati dal capofila megafonato (“ma quale pacifismo, ma quale non violenza, ora e sempre resistenza!”) muovendo solo le labbra perchè non sapeva le parole. e c’era tanta altra gente che era lì per il significato che ha la data di oggi. soprattutto quella vispa signora di 70 anni che da 50 si faceva la manifestazione di milano, e anche quest’anno non mancava all’appuntamento, seppur rincorrendo il corteo perchè in ritardo…

    poi tornato a casa, sono passato in centro dove ancora alle 21 c’era il banchetto dei referendum di grillo, con gente che firmava e gente che, visibilmente stanca, si accertava che le firme fossero raccolte bene. mi ha fatto tenerezza l’impegno civico concreto.

    magari i grillini sono un po’ dogmatici, imparano balbettando la lezione, ma su, non tutti possono mica essere delle cime. e poi la ragazza freak con cui hai parlato ha un che di vagamente snob. vi aspettate davvero di trovare in piazza sotto il palco di grillo un consesso di raffinati filosofi? non frequento le sezioni di partito o i circoli così come non frequento i meetup… ma tutti hanno le loro lezioncine da imparare in modo un po’ acritico. tuttavia grillo, almeno, incoraggia la gente ad informarsi da se’, a praticare lo scetticismo, e questo dal mio punto di vista non è poco…

  3. Beppe ha detto:

    Tano, anche secondo me praticare lo scetticismo è un bene. Ma informarsi da soli, davvero, non capisco che voglia dire. Che tutti i cittadini passeranno le giornate a cercare notizie, a valutarne l’importanza, a verificarne i contenuti e a scattare fotografie in giro per l’Italia? Oppure c’è altro? Non capisco. Ciao, Giuseppe (il vicario)

  4. Daniele ha detto:

    Il tuo è uno spaccato realistico e molto triste, Vicario.
    E’ in atto la passione della sinistra italiana.
    Come una Babele, ormai si parlano lingue diverse, incomprensibili.
    La decadenza inesorabile investe tutto e confonde, divide.
    Grillo apre le coscienze, scuote e ammalia, ma in questa storia il suo è un ruolo ingrato.

  5. tano distefano ha detto:

    vicario:

    informarsi da sè per me significa semplicemente studiare. e non dare per verità assoluta “quello che viene detto in tv”… imparare cose nuove, verificare le notizie da altre campane, ascoltare. questo significa “interessarsi”, non solo “informarsi”. è un grande investimento in termini di tempo e di risorse, ed è una cosa troppo elitaria che non tutti possono fare (diciamo che non tutti hanno tempo da perdere…)

    per questo è fondamentale che l’informazione sia “corretta”. perchè se non lo è la si può sbugiardare, e la rete ci fornisce i mezzi per vigilare e far sì che chi assiste in prima persona a certi avvenimenti possa dare la propria versione, magari in conflitto con quello che viene detto sui canali “ufficiali”.

    Ciao, Tano

  6. tano distefano ha detto:

    uffa mi mette emoticons laddove non ce ne sono. 🙂

  7. Andre ha detto:

    Gran bell’articolo, sia dal punto di vista dei contenuti che dal punto di vista narrativo e formale.

    Ciao

  8. Enrico ha detto:

    Complimenti, Vicario!
    Io il mondo di Grillo e dei grillini l’ho vissuto dall’interno… e (forse proprio per questo!) il 25 aprile ero in piazza Castello, ad ascoltare giovani (accompagnati da Partigiani) raccontare e cantare la Resistenza… anche la mia è stata una scelta di campo!

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