Affinità e divergenze tra noi e il compagno Giuseppe Grillo

Premesso che Beppe Grillo, a volte, dice cose condivisibili.

Premessa che il malcontento esiste. Ognuno di noi è in varia misura infelice, triste, scontento, frustrato e talvolta esasperato. Grillo fa cassa: è l’espressione di malumori forti e legittimi.

Il problema sono i contenuti. A volte condivisibili, a volte no. Entriamo nel merito:

Il ritornello è: “Il Pd e il Pdl sono uguali. Non bisogna più andare a votare”.
Noi crediamo di no. Tra i politici del Pd e del Pdl c’è un abisso. Un abisso politico, culturale e di etica pubblica. Un abisso di persone. Temiamo che i futuri cinque anni lo dimostreranno. Capiamo e condividiamo la delusione per l’operato della classe politica dell’attuale centro-sinistra ma non si può dire che i due schiramenti siano uguali.

Qualche mese fa Beppe annunciava: “I partiti sono il cancro della democrazia: io li voglio distruggere”
Noi invece difendiamo il partito come forma di espressione politica democratica. Qualcuno di voi ha mai visto una democrazia senza partiti? Siete a conoscenza di un’alternativa alla democrazia rappresentativa? 

Tra le proposte di legge del primo V-day c’era il limite massimo di due mandati parlamentari.
E perché mai dovrebbe essere così? Il professionalismo politico può anche essere un valore. La politica è un mestiere serio che ha bisogno di anni e di esperienza. Tutt’altra cosa è il mancato rinnovamento dei partiti e dei gruppi dirigenti, che in Italia è un problema enorme.

Grillo dice “basta con i finanziamenti pubblici ai giornali”
Posto che per finanziamenti s’intende soprattutto sgravi fiscali, abbiamo qualche dubbio. Dal manifesto a radiopopolare, tantissime testate scomparirebbero, alla faccia del pluralismo dell’informazione. I pochi giornali in grado di sopravvivere costerebbero di più. Il liberismo economico nel settore dei media è una soluzione rischiosa: la tv insegna.

Sul blog Beppe denuncia “il silenzio dell’informazione sul V2-day”. Con la variante “i tg non ci hanno dedicato neppure un secondo”
Balle. Tutti i tg della Rai ne hanno parlato nei titoli di apertura e con un servizio dedicato sempre nella prima parte del telegiornale. In tarda serata “Matrix” ha trasmesso ampie parti dello spettacolo: in tutto circa un’ora di filmato. Il giorno dopo il V2-day era sulla prima pagina dei Repubblica e Corriere e Stampa con relativi pezzi “interni” (dalle due alle quattro pagine). Repubblica.it ha raccontato la giornata con una diretta da piazza San Carlo. Sulla homepage de LaStampa.it c’era un link alla diretta video dell’evento e un dossier dedicato all’evento.

“Non esistono giornalisti buoni o giornalisti cattivi. Esiste un’informazione di regime o la verità”.
E’ l’esatto contrario: non esiste un’informazione di regime o la verità. Esistono giornalisti capaci e giornalisti incapaci. Ma anche: c’è una cosa, nei giornali, che si chiama linea editoriale. Ben diversa dalla censura, molto lontana dall’oscuramento.

Sostiene Grillo: i giornali italiani sono “fascisti”, “fogli di regime”.
Falso. I giornali italiani sono un esempio di caotico pluralismo, un marasma di notizie e punti di vista. Punti di vista a volte non condivisibili, ma questo è tutt’altro discorso.

Che cosa ne dite? Questa volta vi chiediamo un commento.

16 Responses to Affinità e divergenze tra noi e il compagno Giuseppe Grillo

  1. Lefteca ha detto:

    Grillo costruisce le sue campagne sul vittimismo e ci credo che fa finta di non vedere lo spazio che i media gli dedicano. Tra l’altro questo spazio è direttamente proporzionale agli spettatori dei suoi spettacoli, ai Dvd che vende ed ai suoi introiti.

    Il populismo è sempre una cosa sgradevole sia che il populista si chiami Grillo o si chiami Berlusconi.

  2. raser ha detto:

    sono d’accordo. si può forse ribattere che grillo esaspera per provocare una reazione, ma quando si esaspera si rischia di perdere il controllo sulla reazione stessa. io non penso che dicendo che i partiti sono il cancro della democrazia si faccia il bene della democrazia, tanto per fare un esempio

  3. domenico ha detto:

    Tutti i problemi posti da Grillo sono giusti.Non sono tradotti in uno sforzo politico.I referendum sono un’arma ma poi se non diventano un fatto politico tutto è inutile.Il rischio è quello del qualunquismo.Grillo e i grillini hanno paura delle allenze politiche e vogliono mantenersi puliti.Il coraggio della denuncia e della sacrosanta protesta deve accompagnarsi all’azione politica.Ti voglio fare un esempio.La mia città è rinata quando per PURO CASO è stato eletto sindaco il mai troppo rimpianto Prof:Falcomatà.A capo di una giunta di centro sinistra il nostro ha fatto della nostra città un vanto politico nazionale.La morte in agguato ci ha tolto il sindaco.Le conseguenti elezioni sono state vinte da unuomo di An .Voglio dire senza azione politica tutti gli uomini sono eguali.

  4. Daniele ha detto:

    Su Grillo sarei confuso.
    I dubbi sull’affidabilità della sua mission sono cresciuti in me esponenzialmente, progressivamente.
    L’inefficacia del suo messaggio e l’effetto nullo sulle elezioni poi mi ha sorpreso.

  5. gibilix ha detto:

    Sono d’accordo con l’analisi. Sarebbe utile estrapolare i contenuti e le denuncie giuste che Grillo e fa e invitare i suoi sostenitori a riflettere sulle posizioni populiste (non con lui, tanto ha dimostrato di essere incapace a qualsiasi forma di confronto).

  6. Marco B. ha detto:

    Sarò l’unico che difende Grillo oggi visto il suo “fatturato” 2005, ma lui(populista o meno)ha il coraggio e ci mette la faccia perchè ci CREDE e CREDE nei suoi connazionali(lo vedi gli ATTACCHI di TUTTI i giornali e TV di cui ha parlato se non ha preso nel segno!!). Grillo sfrutta la sua NOTORIETA’ e l’essere FUORI dalla POLITICA-AFFARI-MASSONERIA-CLERO-BANCHE nel dire quello che molti italiani(elettori o ex del csx)dicono da anni. Se Berlusconi usa il populismo, i SUOI giornali e le TV per farsi la propaganda, se fà RAGLIARE i Fede i Veltri i Belpietro i Mentana i Giordano, passando per i Vespa, i Mazza e i Riotta, fino ad arrivare ai Facci e ai Ferrara, gli “altri”(la presunta ALTERNATIVA)hanno l’unico “pregio” di RIESUMARLO quando riesce ad INTOMBARSI da solo per quella “salma” politica e imprenditoriale che è diventato oramai e riescono a farne SEMPRE un VINCITORE(almeno elettorale). Se questa è la POLITICA in Italia, ben vengano i Grillo, i Luttazzi, i Travaglio, i Gomez, gli Abbate e chiunque(cittadini sconosciuti ai più ma conosciutissimi al FISCO-VISCO)in questa battaglia contro il FURTO MEDIATICOIMBONITORE delle nostre LIBERTA’ COSTITUZIONALI ad opera di questa (MALA)POLITICA NARCOTIZZANTE e ASFISSIANTE(tanto PUZZA di ME..).
    Questa è ovviamente la MIA personalissima idee delle cose .. il resto è accademia sul presunto “sesso degli angeli” .. voi fate pure come vi pare!

  7. Beppe ha detto:

    Marco B, se gli angeli fanno sesso buon per loro. Mettere nello stesso calderone Grillo, Travaglio e Abbate mi pare davvero una cazzata.

  8. mammamaria ha detto:

    Marco B. parla da Grillino, da sostenitore e frequentatore del blog e dell’universo che gli orbita itorno.
    Credo che il suo commento sia la rispota più esauriente per confermare quanto scrive lì’autore di questo articolo.
    Io, ex grillina, uscita da quell’universo per nausea, ed in fondo anche un pò di paura, proprio nella assoluta incapacità di giudizio autonomo di chi nasce come fun ma si trasforma in “attivista” vedo il pericolo dell’operazione portata avanti da Grillo.
    Non si può èpiù parlare di lui come di un comico, e non solo perchè è entrato troppo nel discorso poltco, ma perchè nel mondo politico, partitico ci è entrato in pieno e di prepotenza. Senza una sua candidatura diretta, ma ma con la presentazione di liste che portano tanto il suo nome quanto il suo volto.
    Si può non diffidare di chi si scaglia contro la politica e poi ci entra dentro in questo modo?
    Ma la storia non ci insegna nulla? Qualcun’altro poco prima di lui ha fatto la stessa operazione, insistendo sul fatto di non essere un politico, sul fatto che non ha creato un partito ma dei club (Grillo parla di liste…. sottigliezza analoga)… e creando opinione, e pensiero unico attraverso i mezzi di comunicazione. Che poi Grillo come mezzo di comunicazione di massa, non usi le tv o i giornali ma la Rete, è una sottile differenza… la sostanza èp identica!

  9. patroclo ha detto:

    Comincio il mio pallosissimo commento puntualizzando, anche se non gliene frega niente a nessuno, che detesto i giornalisti che sentenziano. I giornalisti raccontano la realtà, nella maniera più obiettiva (che non significa neutrale) possibile. Poi ci sono gli esperti, i tecnici, i vari sartori (nel caso della politica), il cui compito è quello di commentare. Alla luce del mio opinabile parere spero tu non sia un giornalista ma un comune cittadino o che quantomeno questo blog, ben fatto e godibile, non abbia la pretesa di voler essere una testata giornalistica.
    Grillo dice PD e PDL sono uguali: Analizziamo la realtà senza troppi fronzoli. Lo hai visto questo paese? Hai guardato la realtà che ti circonda? Bene. E’ su quella che devi basarti e su quella giudicare il resto delle cose. La politica, che sia fatta da membri del PD o del PDL è un mero servizio alla cittadinanza. E’ amministrazione della cosa pubblica. Invece ormai siamo abituati a considerarla come una sorta di arte, di maestria, fine a se stessa tanto da avallare il declino di questo paese con giudizi sulla coscienza civica di un gruppo di deputati piuttosto che di altri. Io ho una liena di pensiero primitiva che però credo corrisponda a realtà; il paese è amministrato bene o male? Al governo ci sono stati entrambi gli schieramenti? Hanno ottenuto risultati diversi? Ci sono più occupati con garanzie da esseri umani, più asili nido, meno inquinamento, più indotti di qualsiasi sorta? No. Dunque sono uguali. I risultati sono uguali. Ed è quello che conta; i risultati. Null’altro.
    Grillo dice di distruggere i partiti: Fai attenzione quando analizzi Grillo. Lui non è mai per la distruzione e basta. Lui distrugge, demolisce, sputtana ma pone sempre un alternativa. Nel caso dei partiti l’alternativa sono le liste civiche che lui stesso ha proposto. Ed è cosi per tutto. Parla di inquinamento, inveisce contro Pecoraro Scanio e l’utilizzo dei cip6? Immediatamente dopo ti fornisce la soluzione, ti porta ad esempio l’esperienza di altri paesi circostanziata da dati, numeri e fatti certi.
    Grillo dice massimo due legislature: Anche qui dai prova di considerare la politica come arte fine a se stessa e non come servizio. Il “professionismo politico”, termine orrendo, ovvero l’esperienza maturata, può essere messo a servizio della collettività anche senza ricoprire per decenni lo scranno. La politica, essendo un mero servizio, può essere fatta in qualsiasi sede ed a qualsiasi livello. Invece, concedendo un numero illimitato di legsislature, succede, e non fingere di non sapere che sia cosi, che alcuni ne facciano un mestiere, una fonte di reddito e quando capita che restino fuori dal Parlamento comincia il tran tran delle consulenze e degli incarichi esterni che spesso nulla hanno a che fare con le competenze dei “trombati” ma che, visto che la politica è per loro un mestiere ed una fonte di reddito, gli consentono di contunare ad avere un lavoro ed uno stipendio. Il “professionismo politico” può essere acquisito ed eserciato in un decennio. Se non riescono evidentemente è perchè non sono persone capaci. Poi devono tornare a fare i loro rispettivi lavori. Solo cosi eviti che ci siano i parassiti attaccati alla poltrona perchè loro unica fonte di sostentamento cosi come fosse un posto di lavoro.
    Grillo dice basta ai finanziamenti pubblici ai giornali: Su questo concordo con te perchè è vero che molti piccoli giornali liberi soccomberebbero e l’informazione sarebbe ancor più accentrata nelle mani dei grandi gruppi editoriali. Il problema è rimodulare questo sistema di finanziamenti che incrementa la stampa di copie cartacee che vengono poi distrutte. Il tetto alla pubblicità televisiva, cosi che questa possa riversarsi sui giornali, non è una cattiva idea.
    Beppe Grillo denuncia il silenzio dell’informazione: Dopo aver letto il tuo commento più che rispondere argomentando ti darei solo un bacino sulla fronte, rimboccherei le coperte e ti direi “dormi amore di papà, dormi”. E’ naturale che devi vedere come ne hanno parlato, come è stato presentato. La qualità dunque non la quantità. Io, avendo visto come giornali e tv hanno gestito l’informazione sul V2day, fossi stato in Grillo avrei preferito che non avessero parlato affatto.
    Grillo dice che non esistono giornalisti buoni o giornalisti cattivi. Esiste un’informazione di regime o la verità: Tu invece sostieni che sia colpa dei giornalisti bravi o incapaci ma sopratutto che la linea di redazione sia un mero indirizzo e che non coincide con la censura. Ora, io spero che tu non sia un giornalista perchè significherebbe che hai gli occhi tappati. Ti dico, per esperienza personale e per essere schifato e scottato da quasi tutte le redazioni, che la linea editoriale altro non è che l’attuazione della fedeltà più o meno ferrea ad una parte politica. La linea editoriale è un concetto che va del tutto cancellato. Esistono i fatti ed esiste la libertà di raccontarli senza che siano piegati alla linea editoriale ovvero ad un taglio particolare.
    Grillo dice che i giornali sono fogli di regime: Vuoi un esempio su tutti? Sentenza Andreotti. Un altro? Il fosforo bianco in Iraq. Ancora? Schifani, attuale presidente del senato, che piange da un Boss di Villabate. Trovami quanti giornali abbiano informato i cittadini su questi argomenti, dicendo la verità (che non è un opinione piegabile a logiche di qualsiasi tipo) ed allora ti darò ragione.

  10. Giosby ha detto:

    Ho scritto un racconto sul mio percorso nel meetup di Beppe Grillo, un’esperienza che mi ha lasciato molto perplesso, che mi ha molto cambiato, che mi ha permesso di evidenziare una realtà a me del tutto sconosciuta, dove ho scoperto che inganno e menzogna regnano nella nostra società al di sopra dell’immaginabile.

    Censure, manipolazioni, sotterfugi e lati oscuri nel mondo inquieto ed inquietante di Beppe Grillo …

    http://mondogrillo.net/meetup/la-ragnatela-del-grillo/

  11. tano distefano ha detto:

    >Il ritornello è: “Il Pd e il Pdl sono uguali. Non bisogna più andare a votare”.

    Concordo con l’analisi proposta. Una differenza c’è, e lo si vede dalla fedina penale, abissale. Bisogna vedere poi perchè questa differenza così grande non si traduca in un vantaggio effettivo sull’avversario. Per me, deficit di informazione, disinteresse alla politica vista solo come una-tantum elettorale, fondamentale ignoranza dell’elettorato (incoraggiato dai media).

    >Qualche mese fa Beppe annunciava: “I partiti sono il cancro della democrazia: io li >voglio distruggere”

    Non c’è alternativa alla democrazia rappresentativa, a patto che essa sia davvero rappresentativa. A causa dell’attuale legge elettorale non lo è più. I partiti hanno avallato questa legge elettorale che non permette ai cittadini di compiere attivamente il ricambio della classe politica. Duole dirlo ma suona come una misura dei partiti per estromettere il popolo dalla scelta dei propri rappresentanti.

    >Tra le proposte di legge del primo V-day c’era il limite massimo di due mandati >parlamentari.

    Come dici il ricambio è un problema. L’eleggibilità per soli due mandati potrebbe benissimo essere una misura transitoria finchè non saranno attuati all’interno dei partiti dei meccanismi democratici in grado di assicurarne il ricambio. Dal mio punto di vista: una classe politica cattiva a lungo ai posti di potere fa più danno di una classe politica buona che lavora con discontinuità. Inoltre: per me l’esperienza politica non si dovrebbe fare in parlamento, dev’essere maturata prima con preparazione approfondita da parte dei candidati, anche con un’attività politica nell’amministrazione del territorio (presidenti della regione, sindaci eccetera). In modo tale che si eleggano persone che credano nella propria missione politica tanto da prepararsi anche anni, prima di essere eletti; persone che sentano la “fretta” di dover fare bene il proprio lavoro, perchè il tempo a loro disposizione è limitato.

    Esempio: mi fa ridere che i neoeletti debbano ancora imparare i regolamenti parlamentari. Se ti candidi (e con la legge elettorale sai con un certo margine di sicurezza che verrai eletto) abbi almeno il rispetto istituzionale di arrivare in parlamento conoscendo quello che dovrai fare.

    >Grillo dice “basta con i finanziamenti pubblici ai giornali”

    La legge così com’è è inefficiente perchè i finanziamenti vanno in base al numero di copie stampate non in base al numero di copie effettivamente vendute e questo porta ad evidenti storture. La soluzione proposta è che i giornali possano reggersi sulle inserzioni, drenando pubblicità dagli altri media. E’ anche vero che questo porterebbe il giornale a subire le pressioni dei propri inserzionisti e di conseguenza a conflitti di interesse. Però sarebbe bello che, come diceva Montanelli, i veri padroni dei giornali fossero i lettori…

    >Sul blog Beppe denuncia “il silenzio dell’informazione sul V2-day”. Con la variante “i >tg non ci hanno dedicato neppure un secondo”

    Su questo non so dirti, non ho seguito granchè. Ho scorso un po’ di giornali ma non è che abbia trovato granchè. Ma non dico il contrario, non monitoro i quotidiani ogni giorno. Dipende anche da come ne parlano. Ho letto di “provocazione al 25 aprile” di “protesta contro l’altra piazza del 25 aprile” e cose del genere, di conti pretestuosi su quanta gente c’era in piazza s. Carlo a Torino… Su questo probabilmente Grillo fa vittimismo, ma i giudizi dei giornalisti sono a senso unico e per questo motivo puzzano… negano i problemi da lui denunciati, spesso calunniano. E poi quel Riotta in quel video che avrete visto di sicuro… odioso.

    >“Non esistono giornalisti buoni o giornalisti cattivi. Esiste un’informazione di regime >o la verità”.
    >Sostiene Grillo: i giornali italiani sono “fascisti”, “fogli di regime”.

    Su questo secondo me Grillo pecca nel credere gli altri in malafede. Secondo me gran parte è incompetenza dei giornalisti, qualunquismo (dei giornalisti), facile disimpegno nell’autocensura…

    ——————————————————————————–

    complessivamente il “fenomeno grillo” non è, a mio avviso, una cosa negativa. avvicina tanta gente alla discussione, al dibattito. e in un quadro politico così soporifero ed animato da impulsi esaltanti quanto un calcio in culo, non può essere che un bene…

  12. adelmo ha detto:

    in primis
    sono uno che legge (non sempre) il blog di Grillo, sono iscritto al meet up nel senso che ricevo le loro comunicazioni ma non partecipo ai dibattiti, la scorsa settimana ho firmato per i tre referendum
    in secundis
    non condivido la maniera di porre il problema: se parliamo delle singole iniziative di Grillo ognuno può dire la sua, non mi sembra la fine del mondo, se parliamo del fenomeno Grillo si deve guardare il tutto nel suo insieme. In un momento in cui la fiducia nella politica è zero è naturale che si sviluppano fenomeni fuori dalle solite coordinate, Grillo non chiede soldi o poltrone, se si vuole si possono seguire le sue iniziative altrimenti si rimane come prima. La vera cosa che sarebbe da valutare è la reazione della classe dirigente di questo paese che mi sembra terrorizzata da un comico: sembra di vedere i bambini scoperti a mettere le dita nella marmellata. La cosa che mi ha dato veramente fastidio (e reso Grillo veramente simpatico) è stata la reazione dei mass media dopo lo scorso 25 aprile: prima fare finta di niente, poi ingigantire qualsiasi cosa, addirittura uno alla radio rai che da dell’allocco a chi ha firmato.
    Infine se vogliamo contestualizzare il tutto possiamo dire che Grillo (solo con la sua presenza) ci aiuta a capire il livello di degrado del nostro paese dove la politica la fanno i comici, i politici fanno gli imprenditori, gli imprenditori fanno i filosofi, e via discorrendo

  13. Paolo ha detto:

    Sono d’accordo in tutto. Mi manca un giornale che racconti anche i fatti e non solo l’interpretazione dei fatti. Per esempio, l’unico telegiornale sopportabile è Euronews, in cui i fatti ci sono. Manca però qualsiasi inerpretazione.
    Su Grillo aggiungo che non si possono semplificare i problemi e costruirci sopra un movimento popolare. E’ una operazione truffaldina.

  14. Marco B. ha detto:

    Vorrei rispondere ad alcuni vs commenti in maniera adeguata se non vi offendete.
    Beppe Dice:
    2 Maggio 2008 alle 9:59 pm

    Marco B, se gli angeli fanno sesso buon per loro. Mettere nello stesso calderone Grillo, Travaglio e Abbate mi pare davvero una cazzata.

    caro Beppe(non credo tu sia quel .. Beppe)nel mio post precedente ho chiaramente scritto che quella esposta era la MIA idea di come girano le cose. Il “sesso degli angeli” era per dire “parlare di niente” a fronte di una situazione gravissima in Italia.
    In merito all’accumunare i vari Travaglio, Gomez, Abbate(e aggiungo Piero Ricca, Daniele Martinelli e pure Saviano)la risposta a chi dice CAXXATE ce l’hai da te .. guarda un pò chi sono stati graditi ospiti al V-Day(sia quello di Bologna che quello di Torino) .. mi pare EVIDENTE che NON ti presenti laddove NON condividi l’iniziativa .. o no?! Come mi appare LAPALISSIANO che TU non sappia di cosa stai parlando .. mi sbaglio?!

    mammamaria Dice:
    3 Maggio 2008 alle 3:24 pm

    Marco B. parla da Grillino, da sostenitore e frequentatore del blog e dell’universo che gli orbita itorno. Credo che il suo commento sia la rispota più esauriente per confermare quanto scrive lì’autore di questo articolo.
    Io, ex grillina, uscita da quell’universo per nausea, ed in fondo anche un pò di paura, proprio nella assoluta incapacità di giudizio autonomo di chi nasce come fun ma si trasforma in “attivista” vedo il pericolo dell’operazione portata avanti da Grillo.
    Non si può èpiù parlare di lui come di un comico, e non solo perchè è entrato troppo nel discorso poltco, ma perchè nel mondo politico, partitico ci è entrato in pieno e di prepotenza. Senza una sua candidatura diretta, ma ma con la presentazione di liste che portano tanto il suo nome quanto il suo volto.
    Si può non diffidare di chi si scaglia contro la politica e poi ci entra dentro in questo modo? Ma la storia non ci insegna nulla? Qualcun’altro poco prima di lui ha fatto la stessa operazione, insistendo sul fatto di non essere un politico, sul fatto che non ha creato un partito ma dei club (Grillo parla di liste…. sottigliezza analoga)… e creando opinione, e pensiero unico attraverso i mezzi di comunicazione. Che poi Grillo come mezzo di comunicazione di massa, non usi le tv o i giornali ma la Rete, è una sottile differenza… la sostanza èp identica!

    cara mammamaria non sò proprio da dove cominciare con te .. proverò a mettere ordine nella confusione del tuo ragionamento. Comincio col dirti che NON sono un “grillino”(inteso come attivista militante), è vero che frequento il suo blog(come altri vedi quello di Di Pietro, Piero Ricca, Daniele Martinelli, Marco Travaglio, Oliviero Beha, Massimo Fini ed altri ancora)ed ho avuto a che fare con i Meetup il minimo indispensabile(quasi sempre per ascoltare le loro idee e proposte, MAI per fare propaganda o altre azioni che quelli come te temono “nocive” per la “democrazia” o magari per la propria salute e posizione sociale). Ciò nonostante NON mi sono affiliato proprio perchè alla mia età ho imparato a non farmi strumentalizzare o peggio “comandare” da altri che non sia il sottoscritto. Premesso questo concordo con te che la “linea politica” di Grillo abbia molto in comune con il populismo del nano arcoriano(così si fà dai tempi dei tempi .. studiati la storia da Alessandro Magno a Hitler e vedrai se dico cose insensate)ma differisco TOTALMENTE nella sintesi delle motivazioni. Non sò chi hai incontrato TU o chi ti abbia cercato di assecondare(impaurendoti par di capire)ma chi professa e propaganda le iniziative di Grillo NON è il suo braccio armato(vedi il nano con i suoi scagnozzi)ma gente del popolo che liberamente decide l’8 settembre come il 25 aprile di manifestare per la propria libertà e del proprio paese. Le liste civiche non sono altro che una emanazione di questa libera scelta individuale. Non commettere l’errore di considerare grillo un politico(con il significato che intendiamo oggi della parola), bensì prova a vederlo come un politico(della POLIS=amministratore della città e delle regole del bene comune alle quali i CITTADINO è soggetto). Di questi tempi di PAGLIACCI della POLITICA è un bene se di POLITICA se ne occupa un COMICO(almeno è un PAGLIACCIO di PROFESSIONE)!

  15. Beppe ha detto:

    Marco B, non si offende nessuno: siam qua per parlare, ed è divertente. Non so se davvero so quello di cui sto parlando, come dici. So, per esempio, che Lirio Abbate è un giornalista di inchiesta, che indaga sul campo e fornisce NOTIZIE. So che Marco Travaglio è uno splendido inviato in archivio. A me non piace, lo considero un “manettaro”, ma fa niente. So che Saviano è un bravissimo scrittore, una cosa diversa. So molto di meno su Ricca e Martinelli. Il primo proprio non mi interessa, perchè mi piacciono le notizie e le opinioni interessanti, non “Le Iene” fatte con pochissimi mezzi. L’altro, invece, boh? Leggo sul suo blog «L’Italia potrà avere una radicale trasformazione soltanto con una rivoluzione popolare violenta». Uao: that’s democracy
    Un saluto,
    Giuseppe

  16. mammamaria ha detto:

    Ahahah… mettere ordine nella confusione del mio ragionamento? BIsognerebbe capirlo prima di pensare di fare una cosa del genere…. procediamo anche qui con ordine:
    Come vedrai conosco tanto bene l’universo Grillo, che ho scritto che frequenti il blog e l’universo che gli orbita intorno. E lo dico con cognizione di causa: ho letto e leggo spesso i tuoi post nel blog, non ti ho mai letto in nessun meetup, ti ho invece intravisto nei blog che citi… che costituiscono appunto quell’universo che orbita intornoa a Grillo. E conoscendo il tenore dei tuoi commenti, non molto dissimili da quelli che hai scritto qui (l’uso delle maiuscole e di data terminologia), ti ho citato come esempio di quello che sta generando la POLITICA di Grillo.
    La totale incapacità di cogliere il senso delle parole e fermarsi alla superficie, o di scavare in un profondo che non c’è è una caratteristica che accomuna tutti quelli che si stanno lasciando incantare da Grillo, ed è qui che sta il pericolo del suo polulismo. Bada bene che non devo andare a rileggermi la storia per utilizzare questo termine: la conosco bene. Ed ancor di più parlerei di qualunquismo: due termini che molti usano in maniera assolutamente generica, spesso senza sapere cosa siano stati di preciso: Grillo E’ l’Uomo Qualunque! Ha ricreato il movimento di Guglielmo Giannini il cui motto “non ci rompete più le scatole”, ricorda molto i Vaffa di Grillo!
    Non temere, nessuno mi ha spaventata: è Grillo e quello che sta muovendo che mi spaventa. Proprio perchè so chi è Guglielmo Giannini.
    Io considero Grillo un politico: non so quale significato dia tu alla parola, per me non è una parolaccia…. sono le persone che possono essere marce, non la politica. E per me Grillo è un perfetto esempio di quella politica di interesse, e non si “amministrazione della cosa pubblica”. Di opportunismo e non di passione: le sue proposte sono fumo negli occhi… come parlare di “rifiuti zero” in una situazione come quella di Napoli, dove non manca solo la raccolta differenziata, ma proprio l’intero servizio di raccolta e smaltimento. Come mettere sullo stesso piano chi è stato processato e chi è stato indagato (lo sai che ad una indagine può seguire un bel nulla di fatto perchè la persona era estranea ai fatti, o il fatto non costituiva reato o altro? VOgliamo marchiare a vita chi è stato SOLO indagato?) Come far credere che togliendo il finanziamento pubblico ai giornali la stampa diventa finalmente libera, dimenticando che se lasciamo tutto alla pubblicità parecchie testate serie svanirebbero mentre quelle DI Berlusconi, Agnelli, COnfindustria etc continuerebbero a imperversare, dimenticando che se il finanziamento venisse dalla pubblicità i giornali rimarrebbero ostaggi degli inserzionisti, con buona pace della serenità ed autonomia dei giornalisti. COme far credere che le dichiarazioni dei redditi pubblicate su internet possano rappresentare strumento per una criminalità organizzata, che già tanto sa fare di suo, tralasciando di dire che è offeso perchè i suoi redditi sono stati resi pubblici (premetto che non trovo nulla di strano nella sua dichiarazione dei redditi… se li è guadagnati e li ha denunciati!) Distogle l’attenzione dai fatti fingendo di puntarcela su…. e così fa proseliti, e così crea le sue liste e così fa politica… esattamente come le persone che contesta.
    Le mie valutazioni sono molto ponderate… non c’è nessuna confusione in me, ne in quello che dico!

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