L’immaginifico

“Serve un radicale ricambio dei gruppi dirigenti”. “Rifondazione o è il cantiere dell’innovazione o non è”. “La costituente comunista invocata da Diliberto? Una scelta da museo, di chi crede che la sconfitta sia irrimediabile”. Spalancare porte e finestre, aprire ai movomenti: la ricetta di Nichi Vendola è essenziale e disperata. Ma è anche l’unica per restare vivi. Qualche settimana per riflettere, ieri la svolta: il poeta comunista scende nell’arena e si candida alla leadership di Rifondazione.

Dopo la batosta elettorale parte l’operazione ricambio ai vertici di (quasi) tutta la Sinistra Arcobaleno. I Verdi post-Pecoraro Scanio saranno guidati da Gianfranco Amendola o Marco Boato, ma quanto a strategie future è buio fitto. In Sinistra democratica la partita è già chiusa: l’eurodeputato Claudio Fava (intervistato da Pornopolitica prima del voto) è stato eletto coordinatore al posto del dimissionario Fabio Mussi. La prima mossa è stata invocare “una costituente della sinistra”. Gli unici a non cambiare leader sono i duri e puri del Pdci. Il timone resta nelle mani di Diliberto che insiste sull’unità di tutti comunisti, ripartendo da falce e martello.

Al congresso del Prc (24-27 luglio) si andrà alla conta: le mozioni saranno cinque, il rischio di una scissione è dietro l’angolo. Bertinotti e Giordano stanno con Vendola. I ribelli, capitanati da Ferrero e Russo Spena, sono convinti di farcela. Intanto lo scontro si sposta sulle modalità di voto nei circoli del Prc. Ferrero chiede che si votino subito i documenti congressuali, appena concluso il dibattito. Giordano ritiene che si debba votare qualche ora dopo, per consentire a tutti gli iscritti di esprimersi. Nel primo caso sarebbe avvantaggiato Ferrero che conta sul consenso dei militanti che fanno vita di sezione; ma se l’orizzonte dei votanti si allargasse Vendola avrebbe la vittoria in tasca.

Il presidente della Puglia affila i coltelli contro la fronda interna: “Vedere che in tanti hanno voltato le spalle a Bertinotti mi mette davvero tristezza”. Poi la strizzata d’occhio a D’Alema: “In campagna elettorale il Pd ha fatto una sciagurata scelta neocentrista. Ora nelle file democratiche c’è chi tenta di reagire. Noi siamo pronti ad un confronto”. Mastica politica Vendola. L’investitura ufficiale da parte di Bertinotti arriverà a giorni. Sostiene Nichi che “l’opposizione deve interrogarsi sulla nuove forme politiche, senza imprigionarsi nei talk show della televisione”. E la mente corre all’immagine dell’ex subcomandante Fausto seduto sulla bianca poltrona di “Porta a Porta”…

2 Responses to L’immaginifico

  1. mario ha detto:

    Uno come Vendola è l’esatta rappresentazione del perché molti di noi non hanno votato.
    Strizza l’occhio ai movimenti? Quali?
    Vuole aprire porte e finestre? Bene, inizi lui a fare posto ad un po’ di aria fresca.
    Quando parla è incomprensibile, solo per metafore che capisce solo lui.Sembra un linguaggio da capo Apache, con la differenza che quelli se li ricorda la storia lui è indifferente a chi resiste.
    dove era durante la manifestazione sulla Palestina? Cosa pensa della Tav?Viene con noi a fare muro quando ce ne sarà bisogno in Val Susa?E della questione ambientale, qual’è il suo punto di vista?Pensa che ci sia una questione operaia o no?
    Ma che siano risposte chiare e comprensibili.

  2. tano distefano ha detto:

    che fine avete fatto?!

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