Cristo si è fermato a Pontida

Il problema è che magari vedi Maroni in tv e quasi ti lasci convincere. Ascolti acuti politologi che lodano il radicamento leghista sul territorio, leggi sociologi che riconoscono a Bossi piena sintonia con gli istinti viscerali del Paese. La Lega a tratti sembra un partito normale, in una parola “presentabile”. Poi vedi Pontida e allora non ti restano dubbi. Sono alieni. Razza altra, razza padana.

Sul pratone della bergamasca ci sono gli alpini padani, i motociclisti padani, i ciclisti padani, i cuochi padani, gli artisti del nord. Pontida è l’immaginario leghista che si fa realtà. 18 anni e 24 edizioni, tra vino, salamelle e goliardia. Il Và pensiero è sempre quello. Ma la musica è cambiata. C’è la gioia per un successo elettorale inaspettato. C’è un popolo con la bava alla bocca che vuole tutto e subito. I più giovani saltellano gridando “secessione, secessione”: chi glielo spiega che la politica è compromesso? E poi ci sono di fronte cinque anni di governo che spaventano un partito nato per fare opposizione. Bossi lo sa. E allora il primo messaggio è per gli alleati: “Noi siamo leali, lo siano anche loro se no saranno estinti”.

Calderoli si presenta in bermuda. Le vene del collo pompano sangue, lui dal palco detta agenda e tempi: “Entro il 20 giugno presentiamo il progetto, entro la fine dell’anno ci sarà il federalismo fiscale”. Poi il ministro dà i numeri: “Siamo in 50mila. E’ una super Pontida”. Probabilmente non sono nemmeno la metà ma quel che conta è la partita che si gioca a Roma ladrona. Bossi si commuove. Salito sul palco e tocca le corde più profonde del cuore padano: “Fratelli e amici, voi dovete andar via di qui con la coscienza che la libertà della Padania verrà e ci sarà un giorno in cui spiegherete ai vostri figli: eravamo schiavi ma abbiamo saputo soffrire e lottare per tanti anni”. Non ha paure l’Umberto. Neanche quella di apparire ridicolo.

Maroni offre alla folla il suo personale scalpo, il decreto sicurezza. Lo presenta così: “Noi abbiamo un solo obiettivo: la sicurezza per tutti i nostri cittadini”. E qui l’aggettivo possessivo è fondamentale.  Calderoli, a suo modo, elogia Napolitano, “l’ex comunista” che è “come l’Amarone, più passa il tempo e più migliora, come i vini rossi, e lui rosso lo è stato davvero”. Bossi è una colomba tra falchi in camicia verde: “Siamo disposti a trattare con il Pd. Serve un confronto costruttivo”. Poi l’Umberto cambia i toni: “Se ci sarà un tradimento sulle riforme l’unica alternativa sarà la lotta di liberazione. Ci sono milioni di padani pronti a scendere in piazza per la libertà”. La minaccia è la stessa di sempre ma il prato s’infiamma comunque.

Sulle bancarelle la maglietta “El g’he” con la faccia del capo va via come il pane. Nell’immagine c’è Bossi con il mezzo toscano, sembra Guevara e invece vuole solo dire che “lui c’è”. Ai ragazzi delle prime file basta quello. “Umberto, Umberto”, grida la folla. Una maglietta che piace a questo partito che ha razzolato voti a destra e a sinistra. E adesso fa i conti con i nuovi arrivati che saltano sul carro dell’Umberto. Tra loro c’è anche Sylvie Lubamba, famosa per la trasmissione Markette e da qualche mese presente alle iniziative leghiste nonostante le sue origini per nulla “padane”. Ma la parte del leone, come sempre a Pontida, la fa Mario Borghezio. Tra i leghisti è un mito. La folla lo acclama e lui, al solito, si fa prendere la mano: “È finita, è finita. Per voi clandestini e marocchini biglietto di sola andata. Con questo governo la Padania è arrivata a Roma. La Lega ce l’ha sempre duro, clandestini di merda”. Pontida urla, la Padania è salva.

9 Responses to Cristo si è fermato a Pontida

  1. Lefteca ha detto:

    Sono la vergogna dell’Italia!

  2. Marzio ha detto:

    Ho l’impressione che i leghisti, in qualsiasi altro paese europeo, sarebbero considerati della macchiette. Qui da noi stanno al Viminale. Se io faccio e dico quello che fa e dice Borghezio mi arrestano subito!!!

    Ma in che baratro – di idee, di linguaggio, di relazioni sociali, di cultura – è precipitata l’Italia?

    Marzio

  3. tano distefano ha detto:

    che terroni sti leghisti.

  4. sil lan ha detto:

    Sono una “padana” doc (nata a Milano da genitori, nonni, bisnonni, non so da quante generazioni, pavesi).
    Non me ne sono mai curata, mi sono sempre sentita italiana.
    Confesso che ora me ne vergogno profondamente, prima di essere padana, “ma anche” di essere italiana.

  5. carlomelina ha detto:

    “Sono alieni. Razza altra.”
    stessa cosa che ho pensato dopo recenti trasferte napoletane – razzista, io razzista tu.

    cordialità,
    c.

  6. effelle ha detto:

    Finchè ci sarà gente bigotta come carlomelina in Italia avremo sempre dei governanti come quelli attuali… finchè ci sarà divisione sociale, civile e ideologica, la mafia farà il suo porco comodo prendendo le decisioni dai banchi del parlamento…

    IL confronto culturale e ideologico è compromesso ormai, questa gente si è calata completamente nellla parte che gli è stata imposta, non vedono la realtà ribaltata, non vogliono vedere le menzogne di cui si nutrono e allora credo che l’unica via sia lo SCONTRO, un strada senza ritorno ormai intrapresa.
    Io non vedo l’ora!!!

  7. ppch ha detto:

    Boh nulla da dire , piuttosto che guardino un pò oltre il loro naso.

  8. Luis ha detto:

    Per fortuna esiste la LEGA con i suoi parlamentari altrimenti fra pochi anni avremo l’estinzione della razza italiana DOC ….GRANDE LEGA vai cosi e porta il vessillo PADANO sempre + in alto.

  9. Paolo Sizzi ha detto:

    Dannato Rigurgimento e dannata Sega Nord, che hanno imbrattato il sacro nome di Pontida per i loro sporchi fini massonici.

    Né Idallia né Patagna, solo LOMBARDIA

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