Don Tonino e il terrore in prima pagina

L’Espresso pubblica le intercettazioni di Berlusconi e Saccà e per il centrosinistra si apre uno spiraglio nuovo. Le telefonate fra l’allora capo dell’opposizione e l’ex numero uno di Rai Fiction, infatti, scatenano un caso politico. Di Pietro tenta la fuga, e sferra l’attacco più duro: «Le intercettazioni ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo, che da statista».

Il giorno dopo l’ex pm di ferro alza il tiro: «Ci sono momenti nella vita delle nazioni in cui i cittadini devono fare delle scelte. Momenti in cui non si può più fare finta di niente e continuare a credere che, in fondo, nulla veramente cambierà» si legge nella lettera che Di Pietro invia a Beppe Grillo. «Le leggi che continuamente vengono proposte dal nuovo Governo sono un attentato alla democrazia. Se passano, vincerà il regime e perderà, per un tempo indefinito, la democrazia».

Ma, dietro la clava, si nasconde il fioretto. Maurizio Ronconi, deputato dell’Udc ragiona: «Il vero obbiettivo di Di Pietro non è Berlusconi ma Veltroni al quale immagina di strappare la leadership della sinistra». Insomma, sembra che l’ex pm abbia la carta vincente. In realtà, la svolta a cui una parte del Pd sta pensando, è quella che- in teoria- stava alla base del nuovo partitone. La rissa dipietrista potrebbe essere l’occasione per scaricare l’ex togato, e perseguire quella che Veltroni chiama «la vocazione maggioritaria del partito». Ma fin’ora l’ex sindaco di Roma ha nicchiato. «L’Italia vive la crisi più drammatica dal dopoguerra in poi. Berlusconi prende in giro i cittadini e si occupa solo dei suoi affari personali. Ora basta, il dialogo è finito» ha spiegato a Repubblica.

Però qualcosa si muove. Dice Follini: «Dobbiamo risvegliarci dal sogno del dialogo con Berlusconi. Senza farci trascinare nell’incubo del giustizialismo alla Di Pietro». E Soro: «Di Pietro esercita il suo ruolo, ma temo faccia il gioco di Berlusconi. Il rumore di una polemica tribunizia appanna proprio le ragioni che noi vogliamo far passare».

Insomma, manca la zampata del leader. L’occasione è ghiotta. Se il Pd moderno riuscisse a fare un passo avanti, e a lasciarsi l’antiberlusconismo alle spalle, perderebbe di sicuro qualche seguace e si guadagnerebbe gli strali di Micromega, di una parte dei commentatori di Repubblica e dei grillini. Ma avrebbe- e qui il contadino molisano (guarda le foto) avrebbe compiuto il miracolo che non è riuscito ancora a nessuno- la possibilità di mostrarsi davvero innovativo e, finalmente, un soggetto politico. Anche perchè fra i banchi del governo si ride di gusto. «C’è davvero da pensare con tristezza a quanto è successo al Loft in soli due mesi- sorride Capezzone-. Povero Veltroni: da seguace di Obama a gregario di Di Pietro…».
Il vicario

3 Responses to Don Tonino e il terrore in prima pagina

  1. stefano franchis ha detto:

    Dicesi “magnaccia” persona che sfrutta l’attività delle prostitute (sinonimo di pappone, protetore).

    Ora, che cosa ha fatto Silvio?

    Il problema non è Di Pietro….

  2. riccardo ha detto:

    ma vocazione maggioritaria non potrebbe anche significare che all interno di un partito di centro sinistra, che miri a superare la soglia del 35 % possano convivere due anime?

    da un lato i moderati, quelli che evitano di gridare e cercano di convincere i moderati a votare per loro

    dall’altro una parte più combattiva, quelli che non vogliono lasciare la legalità, il conflitto d ‘interessi, l ambiente a dipietro e ai grillini (non sono temi imporanti anche questi??), la questione sociale alla sinistra…altrimenti per cercare di prendere voti da un lato, si rischia di scoprirsi dall’altro…

  3. Beppe ha detto:

    Non dite che pornopolitica non ve l’aveva anticipato:
    “Di Pietro fa un gioco inutile e dannoso, che ha cominciato a fare da diverse settimane: attacca il Pd e utilizza sempre un tono di piu’ rispetto alla polemica dura che bisogna fare nei confronti del Presidente del Consiglio. Quando ha dato del ‘magnaccia’ al Presidente del Consiglio, c’e’ qualcuno in Italia che pensa che questo abbia giovato alla causa dell’opposizione? Sicuramente e’ esattamente il tipo di opposizione che Berlusconi preferisce”. Lo afferma il segretario del Pd, Walter Veltroni, intervistato da Sky Tg24.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: