I sudori del giovane Walter

“Basta farci del male, basta con i fratelli coltelli: siamo sotto attacco e ora più che mai dobbiamo restare uniti. Non fare quelli che si pugnalano da soli”. Per far risvegliare Veltroni dal coma politico ci sono volute più di cinque ore di discussione. A Roma fa un gran caldo, la prima riunione della direzione del Pd è una tortura, le frecciate alla segreteria non mancano. Walter suda. E’ stufo di sentirsi un pungiball. Il momento della strigliata alla truppa è maturo.

“Così non va”, tuona Veltroni. Nessun riferimento esplicito, nessun nome e cognome, nessuna “corrente” nel mirino. Anche se a D’Alema fischiano le orecchie. Il segretario, forte del fatto che per l’ennesima volta nessuno tira fuori l’arma del congresso anticipato, riprende in mano le redini democratiche e indica la rotta: uscire fuori dal chiuso delle stanze e tuffarsi tra la gente. Sperando che le gente non fugga a gambe levate, è sottinteso. Ragiona Walter: “Noi siamo gli unici che stanno sempre a discutere, mentre Fi e An sono anni che non riuniscono gli organismi dirigenti e nessuno dice niente. Noi siamo gli unici che stiamo sempre in mezzo al mare. Ora basta, tocchiamo terra, mettiamo la testa fuori”.

Nella sala qualcuno mugugna. La Bindi vuole togliersi il sassolino dalla scarpa, e ironizza: “Il Pd dovrebbe dotarsi di un coordinatore delle fondazioni, sarebbe l’uomo più potente…”. Rosy ce l’ha con il seminario dell’altroieri organizzato dal dream team D’Alema-Bassanini. Massimo ormai rema contro su tutti i fronti. Veltroni vuole il sistema spagnolo e D’Alema organizza un convegno per promuovere quello tedesco. Veltroni difende la vocazione maggioritaria del Pd e D’Alema tesse rapporti con Vendola e Casini. Veltroni elogia il bipolarismo e D’Alema lo gela: “Non ha prodotto governi di qualità. E la stabilità dei cattivi governi è il peggiore dei mali”. Veltroni archivia definitivamente il dialogo con Berlusconi e D’Alema dice che l’ipotesi di una grande coalizione Pd-Pdl non va demonizzata. Per fortuna la procura di Pescara ha arrestato Del Turco, almeno su questo Walter e Massimo mantengono la stessa linea: silenzio tombale.

Se D’Alema la pensa così, commentavano gli uomini di Veltroni “alla direzione avrebbe dovuto alzarsi in piedi e chiedere un congresso”. Ovviamente ciò non è avenuto. Massimo ha lasciato la sala ben prima dell’intervento di Walter. Ma le scintille non sono mancate. Una volta chiusa la relazione di Veltroni, usuale sipario sulla maratona democratica, Gianni Cuperlo ha preso la parola per replicare al segretario. Se lo avesse fatto quando il partito si chiamava ancora Ds, gli avrebbero tagliato una mano. Cuperlo assesta lo schiaffo: “Mi sono sentito svalutato e delegittimato dal richiamo di Veltroni a ridimensionare le discussione interne. Se non discutiamo qui, a una Direzione, dove lo dovremmo fare?”. Insomma, ci risiamo. Veltroni ha risposto a Cuperlo. Ma ormai aveva già ricominciato a sudare.

4 Responses to I sudori del giovane Walter

  1. stefano franchis ha detto:

    E io sto con Cuperlo! Ma che partito è diventato il Pd? Che cosa significa l’elogio di Forza Italia? Anche i democratici vogliono diventare un partito ad personam?

  2. mattia 80 ha detto:

    Ha ragione Di Pietro: Pd e Pdl sono pappa e ciccia!

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