Onorevole MVB

16 maggio 2008

Che Brambilla! E improvvisamente Mara Carfagna parve una statista…


Da Ingrao a Zarrillo

27 aprile 2008

Video tratto da Tolleranza Zoro, “saltuario d’informazione e opinionistica estremamente personale, a cura di Diego Bianchi“.


L’alfabeto del voto/1

31 marzo 2008

A come Alitalia – L’ultimo colpo di genio del Cav. Ma anche Veltroni: “Fosse esistita una cordata sarebbe stata importante, ma invece è stata annunciata e non c’è”. Epifani prima lotta e poi si pente: “Contrordine compagni, diamola ai francesi”.

B come Boselli – “Gesù Cristo è stato il primo socialista”, dice Boselli. Messo in croce, e perfettamente a suo agio fra i ladroni.

C come Calearo – “La riforma Fioroni? Non ne so nulla, ma la Moratti fece un buon lavoro. San Mastella. Lo statuto dei lavoratori va stravolto completamente”. Bufera, gelo. E il falco ammette: “Sono stato un pollo”.

C (bis) come Camerata Ciarrapico – Silvio lo candida: “Non conterà niente. Ci servono i suoi giornali”. Il Principe Caracciolo lo assolve: “Il Ciarra fascista? Solo quando era un bambino”. Forse ha ragione Storace: “E’ Aldo Fabrizi reincarnato”.

D come Di Pietro – La laurea misteriosa, i 26 esami in 31 mesi. L’ombra dei Servizi. Berlusconi: “Mi fa orrore, ma non perché è brutto e sbaglia i congiuntivi”.

E come Estero – Il voto degli italiani sparsi per il mondo. L’impresentabile per eccellenza? Andre Verde, candidato del Pdl per la ripartizione europa. Un passato nell’hard e un futuro in Parlamento. Lui tira dritto: “Vengo dal porno ma ho valori cristiani”.

F come Franti – Quello che, nel libro Cuore, “ride quando il re è morto”. Il cattivo della campagna è, al solito, Massimo D’Alema. “Ciarrapico? Ha candidato più fascisti Berlusconi che Storace”. Ma anche qualche carezza a Walter: “Lo slogan “Si può fare” è moscio”.

F (bis) come Ferrara – Aborto no, anzi sì, meglio forse, domani chissà. Alzi la mano chi ha capito che cosa vuole davvero l’Elefantino? Ma la baby-veltroncina Marianna Madia apprezza: “E’ un segnale verso la riumanizzazione della vita disumanizzata”.

G come Giorgione – Napolitano, s’intende. “I toni della campagna elettorale restino pacati”, “esiste un divario tra Nord e Sud”, “servono scelte condivise”. Banale e noioso. Ma quando proferisce verbo, sempre monito è.

G (bis) come Grillo – Beppe il vate d’Italia. Paladino dei delusi, idolo dei frustrati, simbolo del malcontento nazionale. Possiede la ricetta della felicità assoluta.

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Dalla H di Hamas alla P di Prodi

Dalla Q di Quorum alla Z, l’orgia del potere


Stasera a casa di Enrico

29 marzo 2008

Funziona così: uno dei due leader decide di non partecipare a una determinata trasmissione tv e l’emittente è costretta a sospendere anche la puntata dedicata all’avversario. Veltroni non va a “Porta a Porta”? Allora salta anche la puntata con Berlusconi. Per ripicca Silvio dice “no” all’Annunziata? Anche Walter resta a casa. Dicesi par condicio.

La guerra del telecomando. Lo scontro politico attorno ai programmi tv dura una giornata intera. Ma con il passare delle ore la posizione di Berlusconi diventa insostenibile. Walter lo sbeffeggia: “Ha una paura inspiegabile di confrontarsi in tv. Sembra un pugile che prima di un match provoca e poi rifiuta la sfida”. E così il Cavaliere accetta la sfida. Walter contro Silvio. Apuntamento a “Matrix” venerdì 11 aprile, nel salotto super partes di Mentana. Su Canale 5, ossia la casa di Berlusconi, obietterà qualcuno. Ma nel regno di Enrico, allontanato dalla direzione del Tg5 proprio perchè troppo indipendente dal Cav., replicheranno altri.

Tutto deciso? Niente affatto. A notte fonda da Canale 5 arriva la precisazione: il duello forse sarà solo “virtuale”. Se uno dei due leader dovesse rinunciare al faccia a faccia, saranno registrate e mandate in onda due interviste parallele. Il solito teatrino: Veltroni conferma la sua disponibilità, la palla torna al Cavaliere. Lo staff del Pdl prende tempo, deciderà all’ultimo. Giulietti manda a memoria il solito mantra: “Berlusconi si è sempre considerato il migliore di tutti in tv. Non possiamo credere che voglia continuare a scappare, negando agli italiani il diritto ad assistere ad un confronto fondato sul contraddittorio e non sui comizi a distanza”. Ma la provocazione non dà i frutti sperati.

Nel 1994 Mentana è stato il moderatore del confronto televisivo tra Berlusconi e il leader del centro-sinistra Achille Occhetto. Per la “gioisa macchina da guerra” furono dolori. Nel 1996 toccò a Prodi e Silvio. Dieci anni dopo il Cavaliere uscì con le ossa rotte da un memorabile duello con un Diliberto in serata di grazia. Adesso – forse – ci risiamo. Berlusconi è imprevedibile, i suoi umori cangianti. Bossi non ha dubbi, “il confronto in tivù io lo farei per convincere gli indecisi”. E poi, ammicca l’Umberto, “Silvio è simpatico alla gente, basta solo che non parli di donne…”. Le voci che filtrano da Palazzo Grazioli inducono alla massima prudenza. Silvio potrebbe davvero accadere. Magari negli ultimissimi giorni di campagna elettorale. Magari con poche ore di preavviso. Spiazzando, tutti come al solito.

Dipende dai sondaggi, in primo luogo. Da stanotte ne è vietata la diffusione, però restano consentiti. L’andamento della campagna verrà monitorato fino all’ultimo. E se il rischio-pareggio al Senato si farà più consistente, Berlusconi potrebbe convincersi a tentare il tutto per tutto. Come due anni fa con Prodi, si presenterebbe al duello con una sorpresa (nel 2006 fu l’abolizione dell’Ici). In casa Pdl già si lavora alle strategie del duello. L’unico a tentennare ancora è proprio il Cavaliere. Berlusconi percepisce Veltroni come qualcosa di simile a sè, teme la sua retorica buonista-emozionale, sa che l’ex sindaco di Roma – proprio come lui – ha una cura maniacale dell’immagine di sé proiettata sul pubblico. Silvio conosce Walter. E ha paura.



Bandiera rossa 2.0. (seconda puntata)

25 febbraio 2008

antonio_pornopolitica.jpg

Qualche giorno fa avevamo scovato una gustosa gaffe sul sito http://www.votaberlusconi.it: la canzone “Avanti popolo” veniva proposta come l’inno ufficiale del Popolo della Libertà. Antonio Palmieri, responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia aveva scritto a Pornopolitica per dirci che non era un errore ma si trattava di sana autoironia.

Ecco la missiva di Palmieri, datata 20 febbraio:

Mi dispiace che voi prendiate l’ironia e l’autoironia per una gaffe. Ci hanno segnalato questo video, l’abbiamo inserito – la parola inno è tra virgolette – perchè abbiamo apprezzato l’ironia nei nostri confronti e, come abbiamo sempre fatto, non ci siamo sottratti ad essa. Ritengo e riteniamo che anche in campagna elettorale ci debba sempre essere spazio per un sorriso. O no?
Antonio Palmieri, responsabile comunicazione internet Forza Italia.

Caro Antonio, ci avevamo (quasi) creduto. La storia dell’autironia e del sorriso non era neanche male. E poi è da sempre un cavallo di battaglia di Silvio. Ora, però, una domanda sorge spontanea: perchè avete tolto il video “incriminato” dal sito? Su www.votaberlusconi.it non c’è più traccia del filmato! Sparito. Nulla di nulla. Strana coincidenza, anche perchè tutti gli altri video caricati da YouTube sono ancora lì, nell’apposita sezione “pescati dalla rete”. Che dire? Vota-antonio, vota-antonio, vota-antonio. Palmieri, s’intende.

P.S.: il filmato è questo:


Bandiera rossa 2.0.

19 febbraio 2008

silvio1.jpg

Presi dalla frenesia della campagna elettorale più soporifera della seconda Repubblica, gli strateghi della comunicazione di Forza Italia hanno di nuovo toppato. Sul neonato sito www.votaberlusconi.it la canzone “Bandiera rossa” diventa l’inno ufficiale del Popolo della Libertà.

Il magico mondo del World Wide Web continua insomma a rivelarsi un terreno minato per Silvio. Il sito www.forzaitalia.it, da oggi, non esiste più. O meglio: si viene reindirizzati automaticamente a www.votaberlusconi.it, il “il supergazebo on line per Berlusconi presidente”, come dice Antonio Palmieri, deputato, responsabile della comunicazione elettorale e internet di Forza Italia.

Si tratta di un sito dove l’utente può trovare i “cinque modi per iniziare la sua personale capagna elettorale”: offrendosi come rappresentante di lista, scrivendo qualcosa su un blog anti-Prodi, inviando uno dei manifesti elettorali del Pdl (che si può personalizzare col nome dell’amico a cui si manda l’email), scaricando foto e immaginette per il proprio computer e guardando filmati propagandistici o anti-Pd scovati sul web. E qui nasce il problema.

Galeotto fu YouTube. Tra i cinque video della sezione “Presi nella rete” ci sono quattro filmati contro i leader del centrosinistra. La sorpresa arriva con l’ultimo video, dal titolo “In esclusiva l’inno del nuovo partito di Berlusconi”. Invece della (orribile) canzone “Menomale che Silvio c’è”, di Andrea Vantini (il nuovo menestrello del Cavaliere), partono le note della storica “Avanti popolo”. La gaffe è in questa pagina:

http://pescatidallarete.forzaitalia.it/visualizza.php?id=873&spage=2

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Aggioramento – Mercoledì, ore 15:10
Se ne sono accorti. Dicono che non è una gaffe ma si tratta di autoironia. Voi ci credete?

Questa è la risposta di Antonio Palmieri, responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia, indirizzata al blog Pornopolitica:

“Mi dispiace che voi prendiate l’ironia e l’autoironia per una gaffe. Ci hanno segnalato questo video, l’abbiamo inserito – la parola inno è tra virgolette – perchè abbiamo apprezzato l’ironia nei nostri confronti e, come abbiamo sempre fatto, non ci siamo sottratti ad essa.
Ritengo e riteniamo che anche in campagna elettorale ci debba sempre essere spazio per un sorriso. O no?”

Antonio Palmieri, responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia


Beautiful country

18 febbraio 2008

Stiffoni (Lega): “La Santanchè è una neo passionaria del postfascismo”

Mura (Idv): “Il Pdl è un fritto misto”

Santanchè (La Destra): “Veltroni è un supervecchio”

Ferrando (Partito comunista dei lavoratori): “Votate il Partito comunista dei lavoratori. Non vi tradiremo”.

Urso (An): “Veltroni ci copia peggio dei cinesi”

Mussolini (Azione sociale): “Nell’Udc c’è chi ha organizzato festini a base di coca e prostitute. Questa è la gente di Casini!”

Al Bano Carrisi (cantante?): “Io candidato? Assolutamente no”

Bonaiuti (Pdl): “Il Pd è un’insalatona”

Casini (1) (Udc): “Le promesse di Veltroni e Berlusconi valgono zero”

Casini (2) (Udc): “Silvio è un autolesionista”

Storace (La Destra): “Il Pdl non è né maschio né femmina. E’ un ectoplasma”

Mastella (Udeur): “Diamoci una mano, ora che siamo tutti in mezzo a una strada”