L’alfabeto del voto/2

2 aprile 2008

caffe.jpg

H come Hamas – “E’ giusto parlare con Hamas”, dice D’Alema. “Distruggeremo Israele dalla faccia della terra. Sionisti porci e musi di scimmia”, la cartolina firmata dagli integralisti. Ma Sergione Romano difende “baffino”: “Sottobanco si tratta con tutti”.

I come Inciucio – La ricetta di “Newsweek”: ci vuole il Veltrusconi. Walter dice che al massimo si può trovare un accordo sulle riforme. Berlusconi chiude la porta: piuttosto cercherà l’alleanza col figliol prodigo Casini.

L come Lista – Intesa come quella dei futuri ministri. Silvio ripresenta la vecchia squadra. Frattini sogna la Farnesina. Formigoni pure, ma l’aver fatto affari con Saddam non lo aiuta. Walter è a caccia di nomi pesanti: su tutti Mario Monti all’Economia. Ma il vero sogno veltroniano – quello con cui si vincono le elezioni – è Luca Cordero di Montezemolo.

M come Monnezza – Veltroni chiede a Bassolino di dimettersi. Lui non molla la poltrona. D’Alema catapultato in Campania per salvare la faccia del Pd: dalla pace in Medio Oriente alle mozzarelle di bufala. Funambolo Massimo.

M (bis) come Marianna Madia – La baby veltroniana esordisce alla grande: “Metterò al servizio del Pd tutta la mia inesperienza”. Gelo, e tutte le dichiarazioni successiva arrivano da una grotta alla Bin Laden. Fino all’apprezzamento per la lista Aborto no grazie. Ferrara: “Quando saremo in Parlamento porteremo avanti assieme le stesse battaglie”. Risate ovunque, tranne che al Loft.

N come Neri per caso – Dopo la latitanza (non nel senso di assenza) torna in pista Roberto Fiore. E’ il candidato premier di Forza Nuova: “La shoa? Roba da storici. Pronti ad appoggiare Berlusconi, come alle Regionali ’05”. Il giornalista del Corriere ci prova: “Ma voi nei vostri Campi vendete spille di Hitler e del Duce”. La risposta: “Comuni interi fanno profitti sui gadget. Non è questo il punto”.

O come Operaio – Un Cipputi in lista non si nega a nessuno. Meglio se della Thyssen. Veltroni imbarca Boccuzzi. Diliberto non si candida per far posto a Ciro Argentino. Della serie “in groppa alla tragedia”.

P come Prodi – Il Professore “poeta morente” viene tenuto segregato nel bunker di Palazzo Chigi per due mesi. Poi, a una manciata di giorni dal voto, Walter si impietosisce: “Il 9 aprile io e Romano parleremo insieme al comizio di Bologna”.

CONTINUA…


Nani e ballerine

4 marzo 2008

walter.jpg

Arrivano le grane. Il Pd ha chiude le liste e la rabbia monta. “Veltroni ha bluffato”. I Radicali menano fendenti: “La proposta fatta dal Pd dei nove eletti non è mantenuta. Ora non c’è niente da negoziare e non è tollerabile nessuna trattativa da suk”. La Bonino è furiosa: “Non intendo candidarmi in Piemonte, perchè non sono un soprammobile che si può prendere e spostare”.

E pensare che c’è chi aveva fatto un passo indietro (da Prodi, a Visco, ad Amato) perchè servivano “facce nuove”. Ma adesso ci ritroviamo nei collegi blindati una sequela di “figli di”, “mogli di”, grigi addetti stampa e portavoce, sconosciute segretarie, collaboratori vari e capi segreteria. Il sottobosco che fino a ieri sgomitava nelle retrovie delle Repubblica, avrà presto il suo posto al sole. Camera o Senato, il risultato è lo stesso. Su La Stampa Fabio Martini la chiama “valorizzazione senza precedenti degli staff”. E anche l’asso nella manica calato da Walter, il falco di Confindutria Massimo Calearo, catalizza una sequela di mugugni.

Nella categoria “figli/e di” c’è l’ormai arcinota Marianna Madia, il cui padre era amico di Veltroni. La “fighetta del loft” (come è stata ribattezzata dai maligni) è sponsorizzata anche da Enrico Letta, Giovanni Minoli e Giorgio Napolitano. Nel collegio Sicilia 1 alla Camera il Pd lancia Daniela Cardinale, figlia dell’ex ministro Salvatore, cui è stato impedito di candidarsi personalmente. “La famiglia conserva il seggio. Nel 2008 si può diventare deputati anche per diritto ereditario”, commenta Sebastiano Messina su La Repubblica.

Sul fronte “mogli di” si è riproposto lo scenario del 2006. Anna Serafini, la battagliera Lady Fassino che aveva sputato veleni corrosivi contro Veltroni quando per la regola dei tre mandati rischiava di rimanere fuori, viene tranquillamente confermata con un seggio sicuro al Senato in Sicilia. Stesso destino per Anna Maria Carloni, al numero 3 nella circoscrizione Senato in Campania: Walter dice di voler fare fuori il marito, Antonio Bassolino, ma intanto si tiene stretta la moglie. Il mariniano Giuseppe Fioroni ha imposto invece la sua segretaria (tale Luciana Pedoto) in un posto sicuro in Campania 2 alla Camera. La pasionaria Rosy Bindi ha parcheggiato il suo collaboratore Salvatore Russillo nella circoscrizione Basilicata alla Camera.

Tutti confermati i teodem. L’unica novità è il dirottamento della Binetta dal Senato alla Camera: a Palazzo Madama i cattolici duri e puri non saranno in condizione di nuocere. Restano fuori invece il costituzionalista Stefano Ceccanti, Piergiorgio Gawronski e Giuseppe Lumia, vice presidente della Commissione antimafia e simbolo della lotta a Cosa Nostra. In compenso Walter ha imbarcato il potente diessino Vladimiro Crisafulli from Enna, a suo tempo indagato e prosciolto per presunti rapporti con un mafioso. Massimo D’Alema sarà capolista per la Camera in Campania, una mission impossible. A Napoli è una catastrofe: i sondaggi danno il Pd al 25 per cento, e il Pdl di Berlusconi oltre il 50.

Prodi ha fatto incetta di poltrone. Il solito Silvio Sircana è transitato dalla Camera al collegio senatoriale della Campania. Lo staff del Professore è stato infilato al completo: il delegato alle questioni di San Marino, Sandro Gozi, alla Camera in Umbria; Ricky Levi, alla Camera Sicilia 2; l’ex “saggio” del Pd in quota prodiana, Mario Barbi, alla Camera Piemonte 2. Anche Walter ha deciso di elargire regali alla cricca dei suoi collaboratori: il capo segreteria Vinicio Peluffo alla Camera in Lombardia 1; il responsabile del sito internet Francesco Verducci alla Camera nelle Marche; lo storico capo segreteria (prima a Botteghe Oscure e poi in Campidoglio) Walter Verini, in Umbria diretto anche lui a Montecitorio.

Non è voluto essere da meno il vice Franceschini, che oltre al portavoce Martino ha ottenuto poltrone sicure anche per il suo capo segreteria alla Camera quando era capogruppo del Pd, Alberto Losacco (ora dirigente del Loft), e l’attuale capo segreteria Antonello Giacomelli, candidati rispettivamente in Puglia e in Toscana alla Camera. Altri due collaboratori promossi nelle liste: il consigliere di Vincenzo Visco al ministero delle Finanze, Stefano Fassina (Liguria, Camera), e il braccio destro di Arturo Parisi al ministero della Difesa, Fausto Recchia (Lazio 1, Camera). Anche Piero Martino, portavoce di Dario Franceschini è stato piazzato nella circoscrizione Sicilia 1 alla Camera. 

g.m.

***************************************

P.S.: Pornopolitica non fa marchette.
Però oggi vi segnaliamo un’iniziativa che ci piace. E’ una rivista gratuita. Si chiama Nulla dies sine Linea. La trovate qui: http://nulladiessinelinea.wordpress.com/