Vota Gandus

18 giugno 2008

Ci siamo. La legislatura del governo Berlusconi inizia per davvero. Il Cav ha fatto inserire nel pacchetto sicurezza due emendamenti che incideranno drasticamente sui tribunali italiani: si dà una corsia privilegiata per i processi sui reati di più alto allarme sociale (quelli con possibile condanna oltre i dieci anni); si bloccano per un anno, di converso, tutti gli altri purché siano nella fase del dibattimento di primo grado, siano relativi a reati commessi entro il giugno 2002, siano reati di minore allarme sociale.

Saranno ovviamente tanti i processi che verranno sospesi per dodici mesi. Tra questi il processo Mills. Tra qualche settimana arriverà anche un disegno di legge che riproporrà il vecchio Lodo Schifani, ovvero la sospensione automatica per l’intera legislatura di qualunque processo che possa toccare il premier e le alte cariche dello Stato. L’effetto sull’opposizione è benefico: Veltroni dà al Cavaliere della persona poco seria e annuncia che “il dialogo è finito”. Di Pietro lo sfotte (“Benvenuto nel club degli occhi aperti”) ma sotto sotto rosica: ora il leader dell’Italia dei Valori non potrà più lucrare sulle incertezze Pd ed ergersi a rappresentante “dell’unica opposizione rimasta”. In Senato volano urla e fischi, spuntano striscioni e cartelli. L’opposizione torna a mordere, in Aula è una battaglia dal sapore liberatoria. Addio Statista, il Caimano è tornato.

Non pago Berlusconi prende di mira anche Nicoletta Gandus, il magistrato che a breve dovrà stabilire se il premier ha corrotto o meno il testimone britannico David Mills. Il fido avvocato Ghedini dice che il giudice ha mostrato “grave inimicizia” nei confronti del suo assistito e dunque il premier lo ricusa. La magistratura insorge compatta a difesa della collega, come ai bei tempi andati lo scontro tra Berlusconi e le toghe è durissimo. Napolitano è infuriato ma per ora (pubblicamente) tace: la firma sul testo la meterà comunque, anche perchè se no salterebbe l’intero decreto sicurezza. Nessuna notizia del Guardasigilli Alfano. Nel Pdl è l’ora di falchi, Cicchitto bolla come “inquietante” la discesa in campo dei “giudici politicizzati”. Di Pietro accusa il premier di “strategia criminale”, Casini parla di “iniziative dissennate”. La guerra è guerra, nelle prossime settimane sarà un’escalation.