Quelli che Mussolini è dentro di noi

15 settembre 2008

Il problema è che, nonostante tutto, Gianluca Iannone ha una faccia da buono. Corpulento, massiccio, pelato e con la barba. E fascista. Cravatta, tatuaggi e croce celtica. Sembra un po’ un mormone in camicia nera e un po’ un mullah con tendenze neosquadriste. Nell’universo dei centri sociali di estrema destra è uno che conta parecchio. Il capo incontrastato, dicono alcuni. Di certo c’è che Iannone ha 35 anni e una discreta serie di vite parallele: leader politico, cantante degli Zetazeroalfa, giornalista pubblicista, regista, scrittore, ex sergente, marito e padre, comunicatore, direttore del mensile “Occidentale” e di “Radio bandiera nera”, portavoce di Casa Pound e simbolo delle occupazioni nere. Lo abbiamo intervistato.

Iannone, lei è un fascista?
Mi ritengo un fascista del terzo millennio.

Che cosa fa nella vita?
Il libraio.

E’ ricco?
No.

Casa Pound è un covo di fascisti-neosquadristi?
Covo mi sà di un posto buio, umido, nascosto. Casa Pound è una fabbrica di idee , un magazzino di sogni, un posto di uomini e donne liberi, differenziati e non conformi. E’ la nostra Alcazar. Casa Pound è un’idea e come è noto le idee rispecchiano la luce. Casa Pound agisce alla luce del sole, perchè è circondata dal mare del nostro credo.

Tra colleghi vi chiamate “camerata”?
Tra colleghi? Mica siamo stipendiati! Per noi l’amicizia ha un valore diverso rispetto a quello comune. Per noi un amico vero è un camerata. Camerata, che vuol dire fratello nella battaglia, è un termine serio.

Perché girate con i Ray-Ban anche di notte?
Per individuare meglio gli idioti che poi ci fanno questa domanda.

Individuato, allora funzionano veramente. Ha partecipato anche lei all’assalto alla “bolla” del Grande Fratello 8?
Sono stato tra gli ideatori e ovviamente ero presente.

Lazio o Roma?
Roma. Ovviamente.

Ovviamente?
Fu fondata nel 1927 per volontà di sua eccellenza Benito Mussolini.

Capisco. Senta: Mario Balottelli è un calciatore italiano di origine ghanese. Quindi è nero. Pochi giorni vestito la maglia della Nazionale Under 21. La cosa la disturba?
Non mi disturba. Credo semplicemente che sia una cosa ridicola.

Si è mai fatto una canna?
Non mi pare.

Lo interpreto come un sì. E la cocaina?
Assolutamente no.

Passiamo alla politica. Alle ultime elezioni era candidato per La Destra. Come è andata?
E’ andata benissimo, non mi hanno eletto.

Che differenza c’è tra Fiamma Tricolore e Forza Nuova?
Non mi interessa.

Peccato, a noi sì. Perché è stato espulso dalla Fiamma Tricolore?
Perchè chiedevo quello che tutti volevano, ovvero il congresso, e perchè volevamo un partito serio d’opposizione nazionale contro i due blocchi.

Nel comunicato ufficiale la accusarono di aver “operato in termini antistatutari”. Che vuol dire?
Abbiamo occupato in modo simbolico la segreteria nazionale per chiedere il congresso visto che c’era un muro di gomma permanente che non permetteva l’attuazione dello stesso.

Chi è Gianfranco Fini?
Un arrampicatore sociale dal cinismo cosmico.

E Gianni Alemanno?
Quello che ha preso a calci nel culo Rutelli e la mafia della sinistra buttandoli fuori dal comune di Roma.

Francesco Storace e Buontempo?
No comment.

Il sindaco di Roma sostiene che Fini sbaglia a definire il fascimo “male assoluto”. La Russa litiga con Napolitano sui morti di Salò. Che ne dice?
Dico che dopo 60 anni ancora non è possibile riconoscere l’indubbio valore storico, culturale e politico del fascismo, le sue grandi opere le sue importanti conquiste e la sua giustizia sociale. Troppi interessi, troppo miopismo troppe trame ancora in piedi. Povera patria.

Avete rapporti politici con Alessandra Mussolini?
No. A noi la signora Floriani non c’ha mai visto neanche in cartolina.

Che cosa pensa di Berlusconi?
Mi sta simpatico.

Su YouTube ho trovato due interviste: nella prima lei definisce Daniela Santanchè una “combattente” e la ricopre di elogi. Nella seconda (qualche mese dopo) sostiene che “è un incubo, simbolo di una politica decadente”. Alla fine è riuscito a mettersi d’accordo con se stesso?
Mettermi d’accordo con me stesso? E perchè mai? E’ bello avere un kaos danzante dentro di sè…

Qual è il miglior ministro del governo Berlusconi?
Giulio Tremonti.

E il peggiore?
La Gelmini

A sinistra le fanno tutti schifo?
Assolutamente no. Ammiro molte intelligenze a sinistra, uno dei miei eroi è Nicola Bombacci che era comunista e camicia nera e fu assassinato a piazzale Loreto insieme agli altri. Diciamo che solo chi sventola la bandiera dell’antifascismo provoca in me un profondo disgusto. L’ignoranza è una brutta bestia.

I suoi riferimenti culturali sono sempre Evola, Marinetti, D’Annunzio e allegra compagnia?
Certo. Allegrissima compagnia.

Lei è antisemita?
Mai stato.

Nel libro “La fiamma e la celtica” di Nicola Rao lei sostiene che “Al Quaeda e Bin Laden sono un bluff”. Crede in un Grande Complotto Mondiale Sionista Massone e magari pure Omosessuale?
Ma questa è un’intervista politica o nouvelle cabaret?

Nouvelle cabaret.
Vede, mi è stato insegnato ad avere l’abitudine a chiedere, a cercare a non dare mai nulla per scontato. Esistono filmati su filmati, analisi fatte da esperti del settore e testimonianze che dicono che gli aerei non erano aerei ma missili. Che nessun aereo precipitò sul pentagono. Che i palazzi furono acquistati poco prima e assicurati contro atti terroristici. Che gli attentatori non sono mai esistiti. Adesso un uomo libero ha il diritto o no di chiedere la verità?

E dunque?
Io non sò chi sia stato a provocare la tragedia dell’11 settembre, non sono un investigatore privato o un uomo della Cia. Quello che sò è che intere nazioni sono state bombardate a tappeto subito dopo facendo ben più morti e riducendo in schiavitù migliaia di uomini e donne per oleodotti, petrolio e potere. E questo a me non piace.

Meglio Obama o McCain?
Due facce dello stesso dollaro.

Le camere a gas sono esistite?
Sì. Come sono esistiti i bombardamenti a tappeto, a guerra finita, sulla popolazione civile a Dresda e su tante altre centinaia di città, come è esistito lo sterminio sistematico degli indiani d’America, degli armeni, dei tibetani, dei curdi o dei karen. Come è esistita la bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki. Come è esistita una guerra di 12 anni in Afghanistan.

Hitler era uno statista?
Era un rivoluzionario.

Nel suo mondo ideale sono contemplate le libertà individuali?
Se intendiamo il riconoscimento di una coppia gay, sono favorevole, non vedo dove sia il problema. Ma se, ad esempio, intendiamo l’adozione di bambini da parte di una coppia gay sono fortemente contrario.

In rete ho trovato una sua dichiarazione: “Rimuoviamo un falso storico: l’Italia non è stata liberata dalla Resistenza”. Stava scherzando o era ubriaco?
Ora non ricordo se ero lucido o ubriaco. Vede, i romani, che non sbagliavano mai, dicevano “in vino veritas”, nel vino c’è la verità. In questo momento – ad esempio – sono lucido e sottoscrivo quella frase che dissi, bevendo potrei anche andare oltre.

Ad esempio?
Potrei magari dire che la “liberazione” avvenne grazie al benefattore Lucky Luciano o potrei parlare dell'”atto eroico” della bomba di via Rasella. Potrei narrare storie raccapriccianti -purtroppo accadute- dove gente di malaffare per 30 denari, durante la notte -violando il coprifuoco- accendeva le luci della propria abitazione per far vedere ai bombardieri “alleati” la posizione del proprio paese in modo da bombardare con più tranquillità. Potrei parlare delle morti avvenute dopo la guerra per arraffarsi un pezzo di terra confinante. Potrei raccontare a memoria libri come “La Pelle” di Curzio Malaparte.

Non credo che i lettori si entusiasmerebbero
Potrei, preso dai fumi dell’alcool, parlarle per ore di chi erano i resistenti, e di quello che successe a Porzus o a Trieste, e potrei anche fare dei paragoni con la storia ancora più recente portando sullo stesso livello la vostra gloriosa resistenza a quella dell’Uck nel Kossovo. Ma adesso sono lucido e non ne ho voglia. E poi non vorrei rovinarle il sonno o l’appetito.

Non c’è pericolo. Meglio l’Msi o Terza Posizione?
Una parte buona nel Msi c’era. E c’era anche in Terza Posizione.

Chi è oggi l’erede di Mussolini?
Purtroppo non ne vedo.

Come si pone di fronte all’omosessualità?
Per me non è un problema, quindi non mi pongo proprio.

La violenza politica va sempre condannata oppure –come dice qualcuno– “nel dubbio è meglio menare”?
Chi dice “nel dubbio mena” ha ragione da vendere. La violenza politica la gente come lei la condanna solo quando viene da una parte specifica, la nostra.

Iannone, siamo alla fine. Che cosa vuole fare da grande?
I grandi sono noiosi, corrotti, arresi. Per tutelare il loro potere -grande o piccolo che sia- sono disposti a qualsiasi cosa. Creano guerre, stragi, depistaggi. Non fanno un passo senza la burocrazia. Sono vittime e carnefici del loro stesso ego, del loro arrivare in alto quando in realtà sono fermi come macigni. Perchè mai dovremmo crescere? Grazie ma preferiamo mantenerci belli, curiosi e intelligenti. Preferiamo restare un inno alla vita. Avremo 17 anni per tutta la vita, non matureremo mai. Non cresceremo mai. E soprattutto non saremo mai come loro. Ecco perchè ci odiano.


L’alfabeto del voto/3

3 aprile 2008

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Q come quorum – Lasciate ogni speranza, o voi che non lo superate! Ma entrare nel nuovo Parlamento non è così importante: basta ricevere il rimborso elettorale. Partecipa all’abbuffata chi supera l’un per cento. E poi si tirerà a campare fino alle elezioni europee del 2009. 

R come Roberto. Maroni, Calderoli, Castelli, fate voi. I leghisti in camicia verde tornano a Roma a occupare le stanze dei bottoni. Del sogno padano resta solo il folklore. Pure l’Umberto pare rinvigorito: Malpensa nel cuore e il “terrone” Lombardo alleato in terra sicula.

S come Santanchè – La madama Daniela Garnero, prima donna candidata premier d’Italia. Certamente non è noiosa: “Silvio vede le donne solo orizzontali”. “Siamo incazzati e abbiamo la bava alla bocca”. “Non l’ho mai data per fare carriera”. “Fini non ha sangue nelle vene, è una valletta maschio”.

S (bis) come Scalfari – Il Fondatore appare in tv, cita oscuri sondaggi, e dà il bacio della morte a Walter: “Il centrosinistra vincerà sia alla Camera sia al Senato. Ce la fa. Io sono pronto a scommetterci”.

S (tris) come Speciale – Il generale della Guardia di Finanza con il vizietto dei voli privati. Durante le vacanze si faceva portare le spigole alla baita di Passo Rolle aviotrasportate direttamente da Pratica di Mare. Quel pesce ci è costato 32.000 euro. Visco lo caccia, Di Pietro lo difende, Berlusconi lo candida.

T come Trappola – Poche, e sempre ai danni di Prodi. Berlusconi lo stana come una volpe in Galles. Lui abbocca. E ruba la scena a Veltroni proprio quando non dovrebbe.

U come Utile – Il voto è prezioso, non sprecatelo. O Walter o Silvio. Nella nuova era del bipolarismo non c’è spazio per i nanetti. Per Bertinotti è un “imbroglio da sfatare”. Ma per la Sinistra Arcobaleno la tornata elettorale sarà un bagno di sangue.

V come Visco – Lo sceriffo del Fisco resta fuori dalle liste del Pd. Il new deal veltroniano privilegia i buoni. Già sul viale del tramonto, l’ex ministro fa ancora in tempo a pizzicare i furbetti col conto corrente in Liechtenstein.

Y come Yespica – C’è. Non c’è. Corre con il Pdl. Non corre. Berlusconi risolve: “Ma come? Non è nemmeno cittadina italiana!”

Z, l’orgia del potere – I colonnelli italici si chiamano Walter e Silvio. In sei mesi di cataclismi politici hanno cambiato la faccia alla Seconda Repubblica. I nanetti marciano spediti verso l’irrilevanza, in tanti rimarranno fuori dal nuovo Parlamento. Pare proprio che non moriremo democristiani.

Dalla A di Alitalia alla G di Grillo

Dalla H di Hamas alla P di Prodi


Pronti… partenza… via

28 febbraio 2008

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La faccenda si potrebbe anche spiegare così: da una parte è finito l’idillio veltroniano, dall’altra Silvio ha iniziata a fare campagna elettorale. Walter è alle prese con le scintille tra laici e cattolici. Berlusconi, trovata la quadra sulla spartizione delle poltrone, può apprestarsi a fare quello che gli riesce meglio: menare schiaffi agli avversari. 

Il Pd, dopo la settimana di esaltazione per l’avvio della camagna elettorale, è alle prese con la guerra tra teodem-popolari e laici. I cattolici, nelle vesti di “parte offesa”, rivendicano poltrone. Nel mirino c’è l’accordo con i radicali. E’ la babele dei distinguo; il ritorno dei personalismi; il trionfo della “corrente” in perfetto stile democristiano. Vagli a spiegare che a Franceschini &co andranno solo nove parlamentari su 270. Veltroni si è dovuto precipitare al convegno dei cattolici per annunciare le candidature di due Papa-boys: il filosofo Mario Ceruti e Andrea Sarubbi, il belloccio di Radio vaticana.

Tutti gli amici del Cav. Dopo 24 ore di trattative Forza Italia e An hanno trovato la quadra: agli ex-missini andrà un posto su quattro. Il resto, come ha spiegato Fini ai suoi, “è un problema di Silvio”. Il fatto è che a bussare alla porta di Berlusconi sono in tanti. I democristiani di Rotondi, la Mussolini, La Malfa, Dini, i Riformatori liberali (?), i fuggitivi dell’Udc (Giovnardi), Dini, Mastella e De Gregorio. Silvio ha elargito promesse e firmato cambiali. Adesso le truppe cammellate presentano il conto. Ma il Cavaliere fa il tirchio e qualcuno rimarrà deluso. La Brambilla aveva chiesto 30 parlamentari: Silvio gliene ha dati tre.

I soliti impresentabili. Berlusconi e Fini pensano a Ciarrapico, l’imprenditore “nero” grande amico di Andreotti e della destra nostalgica. L’obiettivo è candidarlo nel Lazio per erodere consensi alla destra storaciana. Un altro nome che circola è quello di Flavio Briatore che potrebbe cedere alle lusinghe dell’amica Daniela Santanchè. Berlusconi intanto ha deciso di fare campagna elettorale. I primi fendenti sono per Tonino: “Di Pietro mi fa orrore, è il campione delle manette”. Veltroni invece prepara un altro colpo sul fronte candidature: Gianni De Gennaro. Dopo De Sena e Serra sarebbe il terzo prefetto del Pd: i numeri per creare una nuova corrente “law & order” ci sono.

Di lotta e (non più) di governo. A ravvivare la campagna elettorale ci pensa la Cosa Rossa. Fausto ha presentato il suo programma duro e puro: “Basta con le missioni Nato, reintroduzione della scala mobile e salario sociale di mille euro netti”. Intanto tra Udc e Rosa bianca la trattativa langue: non c’è intesa né sulle poltrone, né sui nomi da candidare. Ma visto che si tratta di vita o morte, l’accordo si troverà.


Quelli con la bava alla bocca

25 febbraio 2008

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Santanchè premier, Storace al Campidoglio, Buontempo presidente della Provincia di Roma e Musumeci che minaccia di correre per il dopo-Cuffaro. Fallito l’accordo con Berlusconi, La Destra cala i big. Proprio nei posti dove può fare male. No, vincere no: l’importante è dare fastidio. E magari superare l’asticella del 4%, giusto per non morire.

Loro sono “quelli con la bava alla bocca”, come dice Daniela Santanchè. L’obiettivo è prosciugare elettori in libera uscita da Alleanza nazionale, il cui simbolo scomparirà dalle schede elettorali. Un sondaggio di Mannheimer pubblicato sul Corriere della Sera li dà al 3%, ma l’indovino prediletto da Bruno Vespa avverte che il mercato potenziale dei cuori (mezzi) neri può arrivare al 12%. Qualche voto lo porterà pure la Fiamma Tricolore. E dopo l’accordo con Luca Romagnoli pare lecito parlare di una nuova “Cosa nera”.

Il 10 novembre scorso, quando gli scissionisti di An si sono presentati in pubblico, tutto lasciava intendere che in cuor loro accarezzassero una semplice operazione-nostalgia. I saluti romani, i camerati commossi e quell’inequivocabile frase di Epurator Storace (“Nessuna coalizione ci potrà mai chiedere di andare in un’agenzia di viaggi per fare un biglietto per Gerusalemme per maledire il fascismo”) parevano folklore o poco più. Ma da qualche giorno lo scenario è cambiato: An non esiste più, tra gli ex-missini dilaga lo scontento, a destra c’è un buco da colmare.

E così il trio Storace-Santanchè-Buontempo adesso ci crede. Superare la soglia di sbarramento per eleggere deputati non è più una chimera. Epurator intanto mena con la vanga: “Ci volevano comprare offrendo la rielezione a noi parlamentari uscenti, ma non hanno capito chi siamo”. Berlusconi? “Si pentirà della sua scelta [quella di non imbarcare La Destra, n.d.r.], i cittadini hanno compreso che la nostra non è una battaglia per le poltrone, è la battaglia per fermare la politica degli inciuci e l’arroganza della casta”. Un Beppe Grillo con venature fascistoidi.

Fini ha paura. La base è delusa. Il nutrito popolo del saluto romano potrebbe scaricare l’ex delfino di Almirante (mentre donna Assunta l’ha già fatto da tempo). L’appeal dei colonnelli di An è scarso. Difficile appassionarsi a personaggi come Gasparri o Matteoli, berluscones qualunque. Uomini con “le palle di velluto”, come li apostrofò la Daniela nazionale. E così a sindaco di Roma il Pdl candida Gianni Alemanno, il più destrorso tra i sopravvissuti di An, l’unico in grado di arginare l’emorragia di consensi. Ma potrebbe non bastare. Epurator e er Pecora hanno nel Lazio un bacino di voti ai livelli di quello di An.

Poi ci sono le “fighe”, quelle dai tacchi vertiginosi, dai tailleur smilzi e dei gioielli da capogiro: sono le ragazze della Daniela. La candidatura a premier della Santanchè vorrebbe aggiungere un tocco di modernità al partito storaciano: “Solo l’originalità della destra poteva candidare una donna, trasformando le parole che abbiamo sentito in tutti questi anni dalla sinistra in fatti concreti”, dice l’appariscente amica di Briatore che non passa giorno senza assestare due-tre schiaffoni a Fini, “il peggiore dei traditori”.

A parte Roma, l’altro punto di forza è il catanese Nello Musumeci (116.000 preferenze alle Europee 2004). Anche se in queste ore Storace sta valutando un accordo locale con la coppia Lombardo-Cuffaro. In ballo ci sono il premio di maggioranza regionale in Senato e la (numericamente delicata) sfida con la Finocchiaro. A Milano La Destra presenta l’ex leghista e ex ministro Giancarlo Pagliarini. Donna Assunta Stramandinoli, vedova Almirante, strizza l’occhio a Epurator. E poi c’è il ritorno sulla scena di Giuseppe Ciarrapico, imprenditore ex presidente della Roma, dal cuore nero come la pece.


Beautiful country

18 febbraio 2008

Stiffoni (Lega): “La Santanchè è una neo passionaria del postfascismo”

Mura (Idv): “Il Pdl è un fritto misto”

Santanchè (La Destra): “Veltroni è un supervecchio”

Ferrando (Partito comunista dei lavoratori): “Votate il Partito comunista dei lavoratori. Non vi tradiremo”.

Urso (An): “Veltroni ci copia peggio dei cinesi”

Mussolini (Azione sociale): “Nell’Udc c’è chi ha organizzato festini a base di coca e prostitute. Questa è la gente di Casini!”

Al Bano Carrisi (cantante?): “Io candidato? Assolutamente no”

Bonaiuti (Pdl): “Il Pd è un’insalatona”

Casini (1) (Udc): “Le promesse di Veltroni e Berlusconi valgono zero”

Casini (2) (Udc): “Silvio è un autolesionista”

Storace (La Destra): “Il Pdl non è né maschio né femmina. E’ un ectoplasma”

Mastella (Udeur): “Diamoci una mano, ora che siamo tutti in mezzo a una strada”


Into the wild

15 febbraio 2008

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Napolitano forse sta scherzando: «I toni in campagna elettorale rimangano pacati». Ma, in questa campagna, è come se lo stereo non si fosse neanche acceso. Qualcuno ha provato a girare la manopola. Nulla. Zzzzzzzzzzzzzzzzzzz. Rumore di fondo. Berlusconi è sicuro di vincere, convinto che- al momento di governare- qualcuno dei suoi proverà a mettergli il bastone fra le ruote, e allora resta abbottonato. Walter cerca il basso profilo: «Sono soddisfatto di due cose. La vita politica è cambiata, senza la nostra scelta coraggiosa saremmo di nuovo nelle 4 campagne elettorali con Berlusconi candidato, fatte tutte nello stesso modo con le stesse coalizioni. La seconda novità è una novità di toni. Io non ho mai preso una posizione aggressiva, posso ragionare, discutere, ma non ho mai fatto un attacco personale, mai usato toni che non fossero rispettosi nei confronti dell’avversario. Bisogna avere curiosità dell’altro. L’idea che si vinca a urla è un’idea alla quale non mi piegheròmmai». Pochi obamismi, molto spazio all’economia, storicamente il suo tallone d’Achille.

Generazione mille euro Eccolo, il new deal veltroniano: la svolta sarkozista sul tema della pedofilia, «un problema di dimensioni incalcolabili che merita pene più severe», il tetto minimo per i salari – «serve un compenso minimo per i precari, che non possono avere meno di 1.100 euro», il patto con Di Pietro sull’uso moderato della forca- «i magistrati devono potere intercettare chi vogliono, però le intercettazioni non devono essere pubblicate sui giornali perchè l’utilizzo di queste carte è sbagliato». Casini fiuta il trappolone: «Molti andranno a votare per Berlusconi o Veltroni pensando di trovare e votare due candidati alternativi, ma il giorno dopo il voto vedranno che hanno fatto un accordo».

L’opzione Canada Eppure, anni fa, i rapporti fra i due erano molto più tesi. Il leader del Pd attaccò con forza il Cav. ai tempi della sua scalata-Mondadori: «Rappresenta una prospettiva di paurosa omologazione politica, è un pericolo per la democrazia». Poi la politica ha fatto il suo corso. Oggi, il leader del Pdl è «un interlocutore prezioso». Il patto anti-nani, insomma, ha cancellato i dissidi. Ieri mattina, un opinionista di centrosinistra, molto critico con l’attuale classe dirigente, mi raccontava che «tra qualche anno avremo il Cavaliere presidente della Repubblica e Veltroni a palazzo Chigi. Io emigro in Canada». Qualcuno è pronto a seguirlo.

Numeri Perché la situazione che si delinea è chiara. Il sondaggio di oggi, firmato Crespi- quel Crespi, sopravvissuto a mille burrasche giudiziarie e braccio destro del Cav per anni- è lapidario. Silvio Berlusconi parte con il 43%, Walter Veltroni con il 34,5. Dietro c’è ancora un pò di confusione, ma sicuramente Fausto Bertinotti con il 10% è l’unico che può puntare ad un risultato a due cifre. Seguono tre candidati appaiati tra il 4 e il 4,5%: Daniela Santanchè (4,5%), Bruno Tabacci ed Emma Bonino al 4%. Cifre un po’ troppo basse, quelle che riguardano W. Ma che dimostrano che la sterzata prevista all’interno del loft è ancora lontana.
Il vicario


Neri per caso

13 febbraio 2008

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«Aò, questi menano». Metaforicamente, chiaro. Ma con la forza degli esclusi che possono contare su radici solide. La Destra di Francesco Storace, epurator per gli amici, cuore nero ma solo a metà, mena. I sondaggi non riescono a capirne il valore. Roberto Weber (Swg), per esempio, ammette la propria difficoltà: «Il dato che potranno ottenere è molto difficile da capire. Presentano un candidato premier donna, parteciperanno ai dibattiti e potrà esserci un pò di erosione. Quindi è ipotizzabile un 2-3%». Poco, in generale. Molto, visto che Storace, di associarsi al listone Pdl, «nun ce pensa proprio», chè il Pdl è «una marmellata» destinata inevitabilmente «ad abbracciare Veltroni il giorno dopo le elezioni». «Coerenti, liberi e sereni», eccolo lo slogan de La Destra. «Il nostro popolo troverà liste che avranno la forza della passione. Non avremo neppure il tempo di litigare sulle candidature, perchè la cosa più importante è oltrepassare il quorum del cuore», spiega Storace sul suo blog.

Nero bifamiliare
La mutazione genetica è in corso. I duri, le anime nere, puntano a oltrepassare il «quorum del cuore». Candidano, unici in tutto il Paese, una donna, Daniela Santanchè. Tuonano contro la Casta. Snocciolano romanticherie, ma non dimenticano: «Nessuna coalizione ci potrà mai chiedere di andare in un’agenzia di viaggi a fare un biglietto per Gerusalemme per maledire il fascismo!».

Fascistismi
In realtà, la mossa centrista di Fini, non li ha spiazzati. Ha spiazzato i colonnelli di An, che si vedono superare dai berluscones. Ma la destra popolare, da osteria, potrebbe rimanere con Francè. Che, per non lasciare soli i vecchi camerati, ha iniziato la sua scalata al Campidoglio. Una scalata fatta di manifesti- «Rutelli e Veltroni presentano la grande fuga da Roma, il solito film» e invettive «Chi ci sottovalutà si pentirà». Ovvero, l’abc della comunicazione nera degli anni settanta, perfetta per parlare alle pance dei delusi dai vertici e, soprattutto, per penetrare nel tessuto romano, uno dei pochi in cui, ogni tanto, esplode la nostalgia canaglia.

Strategie 
La strategia non piace ad Alessandra Mussolini: «Buontempo è la seconda B dell’indimenticato ticket con Borghini, che portò al clamoroso tracollo elettorale contro la sinistra e Storace, sia personalmente che attraverso sui assessori, ha ancora seri problemi con la giustizia, che dovrebbero sconsigliarlo di tornare a calcare le scene del delitto». “Er Pecora” ci mette un attimo: « Saremo anche vecchi arnesi, ma certamente non siamo attricette fallite». Ma la nipotina d’arte sta coperta. Segue Berlusconi, appare in tv. Cerca un consenso pop, patinato, che non ha nulla a che fare con la base, con le viscere, con i ricordi delle sezioni. L’unica donna segretario del Popolo della Libertà china il capo sull’election day, si impegna personalmente per vigilare contro eventuali brogli nella corsa amministrativa, e si becca la bordata di Luca Romagnoli- segretario di Fiamma Tricolore e indimenticabile protagonista di un’intervista a Sky «Se le camere a gas sono mai esistite? Francamente non ho nessun mezzo per poter affermare o negare»- che boccia così la Mussolini: «Tiriamo un gran sospiro di sollievo: se Alessandra si impegna a garantire legalità nella raccolta delle firme, allora siamo tutti più tranquilli. Magari confortati anche dai giudici che sulle firme raccolte in passato da lei e da Azione sociale, sono ancora al lavoro».

La luna nera
Insomma, il sogno di un’ultradestra unita naufraga prima di essere sognato. La Cosa nera paventata non dura che pochi giorni, per sfracellarsi sotto i colpi di giudici (“Toghe rosse”, problema facilmente accantonabile) e antichi rancori personali. Il fascismo immaginario non ha presa. Donna Assunta, la nonna di tutti, l’unica a non gettare la spugna, non riesce farsene una ragione: «Il giorno delle elezioni sarò perplessa, confusa e non sarò l’unica. Può darsi che sulla scheda scriva: “W Almirante”».
Il vicario